Tritium, Paolo Pulici: "Da 25 anni con i bimbi, questo è il mio calcio"

28.12.2017 08:30 di Stefano Spinelli  articolo letto 619 volte
Fonte: Edizione cartacea de La Gazzetta dello Sport del 22 dicembre
Paolo Pulici, 67 anni
Paolo Pulici, 67 anni

“Dopo 25 anni nel settore giovanile della Tritium, sotto la maglia granata del Toro, che resterà sempre al primo posto, c’è quella biancoazzurra di questa squadra”. Chi parla è Paolo Pulici, uno dei più grandi attaccanti del calcio italiano (544 partite, 194 gol) che ha legato il suo nome al Torino (437 presenze, 172 gol) con cui ha vinto lo scudetto del 1976. Puliciclone oggi ha 67 anni e ha festeggiato le nozze d’argento con la Tritium, dove è il Responsabile della Scuola Calcio che dal 1998 porta il suo nome. Nel 1985 dopo l’ultimo campionato giocato con la Fiorentina, Pulici si stabilisce a Trezzo sull’Adda e per quattro stagioni è vice allenatore del Piacenza. Chiusa l’esperienza piacentina, si avvicina alla Tritium e questo legame, oggi fortissimo, nasce quasi per caso: “Il compianto Mario Barzaghi (uno dei simboli della Tritium, morto nel 1996 ndr), mi chiese di entrare in società come suo collaboratore. Barzaghi era l’allenatore della Prima Squadra che disputava il campionato di Promozione. Durante un allenamento, nel campetto a fianco quello principale, vedo dei bambini correre nella polvere. Cinque, dieci, venti giri sotto lo sguardo di un istruttore. Chiedo allora a Barzaghi: “Ma chi sono quei bambini?”. “Sono i nostri Pulcini”. “Ma perché corrono e basta?”. A quel punto Mario mi dice: “Ma perché non li prendi tu e li alleni con i tuoi metodi?”. “Ok, però voglio un pallone per uno, perché il calcio si gioca con la palla e i bambini devono imparare a giocare”. “Affare fatto”, concluse lui. Lasciai subito la Prima Squadra e presi in mano i Pulcini. Nel 1992 la società creò la Scuola Calcio che mi venne affidata e con i più piccoli ho riscoperto il vero amore che provo per il calcio”. Dal 1998 la Tritium intitola la Scuola all’ex bomber granata e lui si butta anima e corpo in questo nuovo ruolo. Rimpianti per non averlo fatto in una società professionistica? “No, nessuno. Qui sono a casa e sono libero di applicare i miei metodi, proprio come mi disse Barzaghi 25 anni fa. Ritengo che il calcio debba essere per tutti i bambini un momento di gioia, di serenità e divertimento, ma soprattutto aiuti a crescere. Il mio obiettivo è quello di formare i giovani, con la speranza che qualche bambino della Tritium possa un giorno giocare in Serie A”. Nel 2014, mentre il suo nome veniva inserito nella Hall of Fame del Torino, lui, dopo il fallimento della Tritium, era pronto ad andare dal sindaco per affittare a sue spese il campo sportivo pur di continuare l’attività. Poi la società è rinata grazie a un nuovo gruppo guidato dall’ imprenditore Juri Camoni. L’anno scorso la Tritium ha vinto il campionato di Prima categoria e quest’anno punta a vincere quello di Promozione. “Dopo gli anni di Lega Pro, Trezzo merita di avere una squadra almeno ai vertici del calcio regionale”, conclude Pulici, al quale non possiamo non chiedere: le assomiglia più Belotti o Immobile? “Nessuno dei due”.