Giana Erminio, il vicepresidente Cesare Albé: "Ho ricevuto molto di più rispetto a quanto abbia fatto"

31.05.2018 06:45 di Davide Villa Twitter:   articolo letto 309 volte
Vicepresidente Cesare Albè
Vicepresidente Cesare Albè

Queste le emozioni e i ringraziamenti del dimissionario mister Cesare Albè, che ieri ha ricevuto l’incarico di vicepresidente dell’area tecnica della Giana Erminio: “Tutto comincia e tutto ha termine. Forse la mia carriera di allenatore alla Giana è stata tirata troppo alla lunga, specialmente gli ultimi anni perché l’età porta ad avere dei problemi. Sono contento di essere riuscito ad arrivare alle dimissioni per tanti motivi, in quanto l’allenatore indicato per la mia sostituzione è stato Bertarelli perché è un’ottima persona, ha buon senso ed è giovane. Era doveroso, in questi anni ha lavorato benissimo, si è ben integrato e sono felice che il testimone sia passato a lui. D’altronde alla mia età ci sono dei segnali che dicono non ha senso proseguire. Ventitrè anni alla Giana, ma parto da dietro perché nasco come allenatore una vita fa su richiesta di un amico all’oratorio di Cassano, alla Pierino Ghezzi: lì sono nato mister sette anni. Suucessivamente al Cassano del presidente Buratti con tanti amici sono cresciuto conoscendo diverse persone. Dopo altri sette anni pensavo di smetterla perché avevo due figli, un po’ di problemi; invece Bamonte che mi voleva due anni prima ha insistito in maniera incredibile per avermi qui. In questi trentotto anni dunque devo ringraziare tutti i presidenti di queste società, che mi hanno dimostrato tanta considerazione, tutta la gente che mi ha sopportato e supportato. Non mi ha mai mandato a casa nessuno nonostante ci fossero state diverse opportunità, mi sono sposato a Gorgonzola (se si può usare questa metafora). Ringrazio pure tutti i giocatori e magari li scuso per non essere riuscito a tirare fuori il meglio di tanti giocatori, facendo passare qualche notte insonne. Tutti quanti hanno contribuito a farmi crescere. In campagna acquisti qualche volta ho sbagliato, capita in trentotto anni, e chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno sopportato nelle battaglie, ma non pensavo mai in questo incarico. Questo dimostra la considerazione, senza dimenticare la strada fatta, ho ricevuto molto di più rispetto a quanto abbia fatto