Giana, Albè: "Sogno di chiudere con un'amichevole contro il Milan"

09.05.2018 18:00 di Andrea Propato Twitter:   articolo letto 2870 volte
Fonte: Libero Quotidiano
Cesare Albè
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
Cesare Albè

Negli ultimi giorni il tecnico della Giana Erminio, Cesare Albè, ha raccontato il suo percorso da allenatore e le tappe da mister della Giana. Queste le sue parole:

"Il calcio è davvero una malattia, ho coinvolto la famiglia, tutti. Da ragazzino non sapevo cosa fosse lo sport, poi mi sono appassionato al pallone, al Milan. E' tutta colpa di un parroco di Cassano che mi ha chiesto di dare una mano alla squadra dell'oratorio, la Pierino Ghezzi. Anno 1980. Vinco i primi campionati, poi passo al Cassano e arriviamo dalla Prima Categoria alla D. Nel frattempo lavoro alla Siemens, vicino a casa, comodissimo. Mi chiama qualche squadra della bergamasca, poi mi cerca la Giana, a Gorgonzola. Io vorrei rimanere a Cassano, il presidente insiste e accetto. E' il settembre 1995. Non sono mai stato esonerato e nel calcio si dice che uno che non è stato esonerato non è nessuno. Per quello a volte ho sperato di essere cacciato (ride, ndr), penso di esserci andato vicino anche se non l'ho percepito realmente. In C non ci volevo andare. Alla mia età, dai, avevo 64 anni, in mezzo ai ragazzi e a gente che viene dalla A e un sacco di ex giocatori che stanno facendo il Master. Brocchi, Bucchi, il Mister della Primavera dell'Inter, Vecchi e Gattuso, che è uno dei primi con i quali rompo il ghiaccio. Dopo il corso, a una partita della Giana a Monza, sento uno che mi dice: "Mister, potevi vincerla". Era Gattuso, venuto a studiare. E' una persona davvero speciale e un bravo allenatore, lo sta dimostrando. Ne sono felicissimo. Non so se continuerò, devo parlare con il presidente e non vorrei dargli un dispiacere. Lui non vuole e per adesso è così. Però ormai ho un'età, qualche guaio, ho sempre criticato i vecchi senatori, è come se andassi in panchina con i miei nipoti, mi sembra assurdo. Nel caso l'allenatore ci sarebbe già e fatto in casa: è Bertarelli, il mio vice. I giovani e il vivaio dovranno essere l'eredità della Giana, dopo di me e il presidente. Nel caso smettessi, se Rino volesse venire a fare un'amichevole da noi sarei felice così"