Lega Pro, Capotondi: “Vogliamo finire la stagione e aiutare i club”

14.03.2020 11:15 di Stefano Spinelli   Vedi letture
Cristiana Capotondi
Cristiana Capotondi

Distanti ma uniti. Tre parole: questo il messaggio lanciato dalla Lega Pro. Volano di sport e quindi di cultura, la terza serie del campionato nostrano si erge a portavoce di un popolo calciofilo unito e coeso contro lo stesso avversario da sconfiggere. Cultura e sport che si intrecciano, la Lega Pro come volano di cultura dicevamo: ha parlato ai microfoni di TuttoC.com colei che fa da collante ai due mondi, la vice presidente della Lega Pro Cristiana Capotondi. Attrice e donna di calcio che da anni si impegna nel mondo dello sport, ha analizzato così la situazione di emergenza.

#DistantiMaUniti, una Lega Pro che si ferma ma non si piega.

“Sicuramente la Lega Pro ha un’anima sociale importante. In queste ore non solo questa campagna, ma anche la raccolta fondi fatta per le realtà locali portata avanti dal presidente Ghirelli ha ricevuto un pronto posizionamento da parte dei nostri club. Lo sport, il calcio in particolare, può far molto in questi momenti per diventare uno strumento fondamentale che esorti la gente a restare in casa. Ben consapevoli della natura del nostro sport abbiamo fatto in modo di utilizzare la nostra forza comunicativa per indicare la giusta strada al nostro paese.”

Qual è la sua idea sul completamento di questa stagione?

“Adesso bisognerà capire quando si ritornerà in campo, ma da parte di tutti c’è il desiderio di finire la stagione. Sia per i tifosi, sia per dare un senso di ritorno alla normalità. Credo faccia molto effetto ai tifosi non vedere il calcio giocato, questo sport è sempre stato il termometro del nostro paese: vederlo fermo da il senso dell’emergenza che stiamo vivendo. Noi vorremmo tornare sui campi, chiaramente in sicurezza, il prima possibile; intanto per dare seguito al campionato, per playoff e play out, per assegnare lo scudetto e per soddisfare i tifosi. Riteniamo evidentemente che una volta finita l’emergenza qualcuno avrà paura a ritornare alla normalità e il calcio potrà sicuramente allargare il cuore degli italiani e riportarli a vivere la vita che abbiamo conosciuto fino a qualche giorno fa.”

Tante società in difficoltà, la Lega Pro ha un programma per aiutarle?

“Le prime partite a porte chiuse e lo stop del campionato hanno già dato i loro risultati negativi. Abbiamo una situazione da monitorare, intanto è stata spostata dal 16 marzo al 16 aprile la scadenza federale delle licenze nazionali. Sarà necessario parlare con il governo, noi come Lega Pro siamo un’associazione molto vicina al Ministero dello Sport, già da prima del Covid. Si era parlato di defiscalizzazione e di altre forme di approvvigionamento per la nostra Lega, discorsi che rimangono in atto ma che con questa emergenza fanno da scenario a tante altre ipotesi. Abbiamo raccolto il suggerimento del Ministro Spadafora di far trasmettere le nostre partite in chiaro sulla piattaforma di Eleven Sports. Questo ha mostrato ciò che il calcio è per il paese: svago e cultura. Reticolo di 60 club, oltre 15.000 giovani del nostro settore giovanile, saranno protagonisti di uno scenario migliore non appena finirà questa emergenza.”

Ha parlato con i presidenti? Quali sono le domande più frequenti?

“Prendo come esempio il presidente del Rimini che ha parlato di cassa integrazione. La parte più complessa resta quella economica. Quando vigeva l’incertezza qualche giorno fa le richieste erano di tipo conoscitivo. L’interesse primario è stato relativo alla protezione sanitaria di staff, atleti e addetti ai lavori. Sicuramente poi siamo subentrati nella fase delle porte chiuse e del fermo del campionato, dove le domande imperversano sul fronte della stabilità economica.”

Calcio e calciatori, come modelli di riferimento.

“Credo che i modelli di riferimento in questa fase debbano dare indicazioni stando a quanto pronunciato dagli organi istituzionali, dall’OMS, dal nostro Presidente del Consiglio. Sono contenta che molti calciatori si siano spesi per delle campagne social: prendo come esempio il difensore del Pordenone, squadra che ha militato con noi fino allo scorso anno, che ha postato sui social un video nel quale si mette in campo con i due figli inscenando una partita immaginaria. Tanti calciatori che si mettono in gioco con una gara di palleggi: si riesce con lo strumento calcio a dare delle idee di coinvolgimento per i bambini ma anche per gruppi di amici per animare questo calcio a porte chiuse. La creatività degli Italiani non manca. Siamo contenti di tutte le iniziative che stanno portando avanti i nostri Club, la Famiglia della Lega Pro è molto ampia, attraverso il paese, con realtà economiche e sociali completamente diverse che riescono comunque a raggiungere un’unità. Quello che in parte si è sbagliato è stato sottovalutare il tutto, anche se non potevamo avere in mente uno scenario simile. Ognuno di noi può fare la differenza!”