I numeri dei contagi da Covid-19 stanno aumentando, soprattutto in Lombardia e nella Città Metropolitana di Milano. Di contro le società di Serie C stanno spendendo sempre di più per applicare i protocolli sanitari e non hanno entrate dal botteghino. Anche per questo motivo, alcune società hanno deciso di aprire al pubblico i loro stadi nel rispetto dell’ultimo Dpcm (15% della capienza fino a 1000 spettatori) e di tutte le prescrizioni da applicare e far osservare agli spettatori: misurazione della temperatura all'ingresso, autocertificazione, posti prenotati e distanziati, biglietti acquistabili solo in prevendita online, regolazione degli ingressi e delle uscite e naturalmente mascherina obbligatoria sempre indossata. Una serie di norme che per essere applicate necessitano di personale dedicato. Nella prossima giornata di campionato apriranno il proprio stadio Lecco, Renate e Novara, mentre Giana-Alessandria sarà ancora a porte chiuse come anche Pergolettese-Pro Sesto. La società di Gorgonzola, evidentemente, in questo momento, visti gli ultimi dati della pandemia, non se la sente di aprire lo stadio ed esporre i tifosi al rischio di contagi, anche perché agli ingressi si formerebbero degli assembramenti. Inoltre, come circola sui social (insieme al malumore dei tifosi), c’è anche un motivo economico: allo stato attuale, considerando le 500 persone al massimo che potrebbero entrare, alla Giana non conviene aprire al pubblico perché i costi da sostenere per ogni partita sarebbero più alti dell’incasso, generando un ulteriore passivo. Sarà vero?

Sezione: GIANA ERMINIO / Data: Ven 16 ottobre 2020 alle 15:30
Autore: Stefano Spinelli
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