Juri Camoni, presidente della Tritium, analizza il momento paradossale che stiamo vivendo: "Sono molto amareggiato in questo momento. Poche partite e di nuovo tutto fermo. Dopo tanti sacrifici fatti per rimettere in moto la macchina del calcio, rischiamo l'ennesimo stop forzato. Quello che più mi dà da pensare e mi fa riflettere è che la nostra federazione ha fatto credere a tutte le società che avremmo ripreso in sicurezza e senza problemi, mentre a campionato da poco iniziato ci siamo sentiti dire che forse ci saremmo dovuti fermare di nuovo. Trovo tutto questo alquanto surreale e privo di ogni qualsivoglia capacità organizzativa di prospettiva. Oserei dire alquanto 'fraudolento' per certi versi. Sarebbe stato meglio dire da subito che non ci sarebbero state le condizioni per progettare una nuova stagione, sarebbe stato più leale per tutti. In una azienda normodotata questi manager sarebbero a casa da subito per manifesta incapacità. Secondo me il problema serio è che gli organi preposti a governare il calcio vivono lontano dai problemi reali e dalle realtà delle società dilettantistiche, che con tanti sacrifici cercano di garantire la continuità di questo sport. Ricordo a tutti che i presidenti sostengono con risorse proprie il business del calcio, forse in federazione non hanno ben chiaro come funziona, mentre hanno molto a cuore le proprie posizioni di potere garantite con i soldi delle società. Mi auguro che presto si possa trovare una soluzione, altrimenti non ci sarà futuro per questo sistema. Scusate il libero sfogo, ma credo che qualche scossa a questo punto sia necessaria e doverosa. La Tritium c'è e non si nasconde. Avanti".

Sezione: LE NOSTRE ESCLUSIVE / Data: Mar 10 novembre 2020 alle 14:00
Autore: Mattia Vavassori
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