Riccardo Leoni: "Per me la Giana non è un punto d'arrivo ma..."

06.02.2020 08:30 di Davide Villa Twitter:    Vedi letture
Riccardo Leoni
Riccardo Leoni

L’estremo difensore della Giana Erminio Riccardo Leoni è stato intervistato dai colleghi del “Cittadino di Lodi” dopo la grande vittoria a Carrara dove il numero uno biancoceleste ha parato il rigore a Maccarone: “Una bella soddisfazione, più che altro perché sapevo di dover rimediare a un errore. Quel rigore infatti l’ho provocato io con un controllo sbagliato dovuto a un campo pessimo, quindi sentivo di avere tanta responsabilità sulle spalle. Pararlo è stata un’autentica liberazione. Ero troppo concentrato sul pallone e non ci ho fatto tanto caso di aver negato il gol a uno dei più grandi attaccanti italiani. In settimana studiamo molto gli avversari: avevamo eseguito la preparazione dei rigori a sfavore su Infantino che però non è stato della partita, ma avevamo studiato bene anche Maccarone, quindi in testa avevo già l’angolo ideale se si fosse presentata l’occasione. E’ andata bene e sono davvero contento perché poi siamo andati a prenderci una vittoria importantissima per la salvezza”.

Quando era arrivato il momento dell’ingresso di Tavano racconta: “Non ero emozionato perché in partita non possiamo pensare chi abbiamo di fronte, altrimenti verremmo schiacciati dalla pressione e dall’ansia. Forse provo più un senso d’orgoglio: tutti i sacrifici che ho fatto mi stanno portando in stadi importanti e contro avversari prestigiosi”.

Riccardo ha esordito a soli 16 anni in Serie D, in un Sancolombano-Oltrepovoghera. Dopodiché passò alla Berretti Inter ed alla Pergolettese prima di approdare in biancoceleste: “Penso che il mio sia un percorso di crescita, per me la Giana non è un punto d’arrivo, ma la tappa di un sogno che ho da quando sono bambino. In un anno e mezzo ho totalizzato quasi cinquanta presenze in Serie C, ma non mi fermo e voglio continuare a migliorare. C’è una cosa che mi stimola più di tutto, ed è vedere i volti dei miei genitori soddisfatti e orgogliosi dopo ogni partita. Mi seguono ovunque, in casa ed in trasferta, rendere felici loro e tutta la mia famiglia è la cosa che mi fa sentire più appagato”.