L'ex Tritium Angelo Locatelli: "Vi racconto le mie 750 volte..."

14.05.2019 11:00 di Rossana Stucchi   Vedi letture
Angelo Locatelli team manager
Angelo Locatelli team manager

Un record: 700 partite di campionato compreso playoff e playout e 50 gare di Coppa Italia, al netto di squalifiche e indisposizioni. In totale sono 750 panchine. Questi i numeri di Angelo Locatelli, ex team manager della Tritium in serie C e da quattro anni team manager del Pontisola, squadra bergamasca di serie D, che al termine dell'ennesima stagione si racconta così a Tuttotritiumgiana.com.

Parlaci di questo incredibile traguardo.

“Per me è un traguardo importantissimo dove ho raccolto tante soddisfazioni ma anche dolori per qualche sconfitta bruciante. In questi anni ho conosciuto centinaia di giocatori con cui ho avuto un bellissimo rapporto. Sono stato in diverse squadre bergamasche dove mi sono trovato bene con tutti i dirigenti. Ricordo con piacere i due anni passati a Trezzo con la Tritium in serie C. Ho vissuto momenti bellissimi: dall'euforia del primo anno, alla paura di retrocedere nel secondo anno. Io non sono mai retrocesso, e questo grazie a tutte le società in cui sono stato. La mia lunga carriera è iniziata nel 1992 sulla panchina dello Zanconti Treviglio come team manager: posso fregiarmi di questo titolo perché sono stato, senza presunzione, il primo nel calcio dilettantistico quando nessuno sapeva cosa fosse. Ho proseguito la mia carriera nella Trevigliese in Eccellenza salendo subito in serie D. Da lì è partita la mia scalata, prima allo Zanica, con cui dopo due anni siamo andati in serie D, per poi proseguire sempre nella bergamasca. Ricordo molto bene il periodo a Cologno al Serio e porto sempre nel cuore mister Stefano Vecchi. La più bella soddisfazione è aver raggiunto il professionismo con la Tritium”.

Hai dei ricordi particolari di giocatori con cui hai legato?

“Non è da me fare nomi però faccio un'eccezione nominando Roberto Floriano, attualmente al Bari che ha vinto l'attuale campionato. Ricordo con piacere i fratelli Bortolotto e il capitano Alessio Dionisi, che era un esempio dentro e fuori dal campo. Nei dilettanti cito Adriano Ferreira Pinto, da tre anni con me al Pontisola: una grandissima persona e un esempio per tutti”.

C'è un episodio in particolare in questi lunghi anni che ti ha dato maggior soddisfazione?

“Sicuramente la mia prima grande soddisfazione è stata nel 95-96 con la Trevigliese. Ma la più grande e indimenticabile è la vittoria della Tritium ad Avellino: era stato espulso il portiere Pansera e in porta andò Filippo Corti. I lupi pareggiarono ma al 92' Enrico Bortolotto sulla respinta di un avversario siglò la rete della vittoria. Un altro ricordo bellissimo è stata la salvezza sempre della Tritium a Portogruaro. Quello più recente la gara dell'anno scorso del Pontisola contro la Pro Patria, una squadra fortissima. Abbiamo vinto grazie a Mirko Pennesi in versione Walter Zenga dei tempi d'oro”.

Così come i giocatori, hai qualche allenatore che prediligi....

“Ho avuto tanti bravi allenatori, ma spendo due parole per Stefano Vecchi e Giacomo Curioni attuale mister del Pontisola”.

Quattro anni al Pontisola per il tuo standard è sicuramente un record.

“Certo. Sono stati quattro anni bellissimi in una società molto seria e un pubblico legatissimo alla squadra. Ma anche a Trezzo e Cologno ho vissuto delle ottime annate con un seguito fantastico soprattutto a Trezzo sull'Adda”.

Calato il sipario sulla stagione, svelaci qualcosa sul tuo immediato futuro.

“E' stato un campionato molto difficile, ora mi godo le meritate vacanze con destinazione Formentera”.

Locatelli hai intenzione di arrivare alle mille panchine?

“Se è arrivato Pelé a mille gol perché non dovrei arrivare io (ride n.d.r.)...il calcio è la mia vita. E finché ce la farò andrò in panchina. A me piace vivere lo spogliatoio, gioire delle vittorie e arrabbiarmi per le sconfitte. Si vince e si perde tutti assieme staff e giocatori".

Per concludere questa intervista fiume...

“Non dimentico Fiorino Pepe che mi ha voluto tra i professionisti alla Tritium. Mi scuso se in questa lunga chiacchierata ho dimenticato qualcuno. Nonostante tutto cerco sempre di tenermi aggiornato, perché non si è mai finito di imparare sia nel calcio che nella vita”.