Ci sono partite nelle quali è importante non perdere, perché la caratura dell'avversaria è di quelle che ti autorizzano ad abbracciare il pareggio come fosse una vittoria. E ce ne sono altre in cui, invece, vincere è un imperativo. Senza nulla togliere al Renate, la situazione di classifica parlava chiaro e indicava alla Giana un obiettivo preciso: fare propria l'intera posta contro una squadra che, come lei, è con l'acqua alla gola e, come lei, vuole tenere i piedi ben saldi in una categoria, la Lega Pro,  disputata in certi campionati anche a buoni livelli. Per questo, se da una parte il quinto risultato utile di fila rivestito di segno ics può essere salutato con favore, dall'altra dà conto di una squadra che stenta a decollare. E, come sottolineato doverosamente da Matteo Marotta, uno che mangia pane e Giana da una vita, le giornate corrono e il campionato non aspetta. 

Capacità di rimonta, ma non basta 

Si potrà dire che la Giana abbia saputo rimontare due volte da situazioni sfavorevoli ed è vero. La rimonta è sempre indice di una squadra che vuole gettare il cuore oltre l'ostacolo per raggiungere l'obiettivo di non uscire da una gara con le ossa rotte. Ma accontentarsi di questo non è opportuno. E' invece opportuno che il nuovo tecnico Tacchinardi prenda, concendendogli, ca va sans dire, il tempo di ambiantamento necessario, il toro dei problemi che affliggono la squadra per le corna al più presto. Del resto, se la società ha deciso di cambiare corso, non è certo stato per tenersi in linea di galleggiamento.  La Giana ha disputato a più riprese la Lega Pro garantendosi la zona playoff. Al momento, in questo campionato, e almeno sinora, bisogna puntare il campo visivo sulla salvezza senza spiccare voli pindarici ma lo si può fare prendendo subito di petto problemi noti da inizio stagione e quindi non nuovi. 

La sterilità del reparto offensivo 

Visto in superificie, il 2-2 è da prendi e porta a casa, anche se non è precisamente il regalo che pensavi di farti quando c'è stato il fischio di inizio della gara. Visto più in profondità, il 2-2 biancazzurro non è venuto da azioni ma da un'autorete e da un calcio di rigore. Che, per carità, servono anch'essi alla causa ma non riescono a ricamare una coperta sufficientemente lunga per mascherare la sterilità del reparto offensivo. Il rigore è stato segnato da Renda che attaccante non è. E sinora l'unico attaccante di ruolo andato a bersaglio è stato Samele. Accontentarsi del fatto che Magazzù abbia propiziato il cross su cui poi Riviera è maldestramente intervenuto deviando la sfera nella propria porta e consentendo così alla Giana di pareggiare non sembra nel novero dell'accettabile.  Se anche nel match contro i nerazzurri il pià propositivo in fase offensiva è stato un difensore ovvero Enrico Rovinelli vuol dire che il problema è di quelli da porsi seriamente. 

La temparatura dell'attacco 

Sul reparto offensivo e sulla sua necessità di acuminare  un pungiglione che sinora non ha praticamente mai fatto male a nessuno occorre soffermarsi in modo particolare. E qualche domanda è legittimo porsela, senza naturalmente voler nulla togliere al prezioso lavoro degli allenatori. per quale motivo Ballabio continua a essere fatto entrare in corso d'opera ora che si è ristabilito e ha dimostrato, anche quando non va a bersaglio, di essere giocatore di grande movimento?  Lo stesso quesito sembra doversi porre per Alessio Quaggio che, ristabilitosi dall'infortunio, è ora in condizione di poter contribuire alla causa ma ha bisogno di minutaggio per poter trovare la giusta ispirazione.  Chi necessita decisamente di uno sblocco è Luca Magazzù, arrivato dal Camaiore con credenziali importanti che non è però al momento stato in grado di confermare in casacca biancazzurra. Categoria superiore? E sia, ma allora il discorso dovrebbe valere anche, per esempio, per un Simone Comelli che, di provenienza dalla Leon in serie D, si è già calato perfettamente nella nuova categoria e nella nuova famiglia calcistica.  Al tirar delle somme, le strade percorribili sembrano soltanto due: o l'attacco comincia a entrare in catena di produzione con gli effettivi ora a disposizione, o la società dovrà gettare un occhio sul mercato scrutandolo con attenzione. 

Il "caso" Samele 

L'ex Alcione Milano ha dovuto essere sostituito perchè infortunato, ed è per lui il secondo infortunio in nove turni di campionato. Le sue condizioni saranno da valutare ma, qualora non ce la dovesse fare, è fuor di dubbio che il reparto offensivo della Giana si dovrebbe privare per un tempo da stabilire di una pedina di assoluto rilievo. Non sarà mai abbastanza ricordare che l'unico confermato dell'attacco della Giana rispetto allo scorso campionato sia stato lui. Lo scorso campionato Galeandro e Vitale avevano offerto buone alternative realizzative. Ma ora che non sono più in forza alla Giana, se Samele dovesse defezionare, si pone comunque il problema di un attaccante che sappia garantire una certa continuità prestazionale. E continuità prestazionale, per chi per lavoro dimora nel reparto offensivo, significa innanzitutto saper profanare le altrui porte. 

Testa all'lUnion Brescia   

Che il prossimo impegno contro l'Union Brescia non sia da prendere all'acqua di rose è del tutto evidente e la classifica lo canta a pieni polmoni. Ma, registrato il dato del duro scoglio da superare, la Giana dovrà sfoderare il suo vestito migliore di determinazione  che l'ha portata a non alzare bandiera bianca contro il Renate, quello che, tanto per intendersi, si è visto nella seconda parte di gara. D'altro canto, è proprio con squadre ambiziose come quella della città della Leonessa che si può davvero misurare sino in fondo il proprio potenziale e la propria ambizione. Che la Giana debba recitare la parte della vittima sacrificale non è scritto da alcuna parte. E varrà rimembrare che, nella sfida di Coppa Italia, i biancazzurri rischiarono di riaprire i giochi dopo essere finiti sotto al Mario Rigamonti, pur se poi il risultato finale al passivo fu pesante. E' evidente che, se clamorosamente arrivasse una vittoria, per di più davanti al pubblico amico, la Giana darebbe a sè stessa un segnale in grado di esercitare un effetto psicologico motivazionale forte. Chi vivrà vedrà.        

Sezione: EDITORIALE / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 10:30
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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