"Sono alla Giana dal 2011, ormai è casa per me, e aver toccato con questa maglia le 200 presenze tra i professionisti è un motivo di orgoglio. Ho visto crescere un progetto, ci allenavamo per strada e ora non solo abbiamo un campo, ma da sette anni lottiamo in Serie C": così, ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, il capitano Daniele Pinto, che proprio domenica ha tagliato il traguardo delle 200 presenze nei professionisti. Ma non tutti sanno che Pinto, prima di approdare in Lega Pro, aveva giocato e vinto, con la Giana, anche un campionato di Promozione e uno di Eccellenza, così che il suo totale di presenze in maglia biancoazzurra è di 270. Con ancora una stagione a Gorgonzola raggiungerà quota 300.

"Questa è una stagione particolare, arrivata dopo anno difficile segnato dalla pandemia, dallo stop dei campionati, dalla retrocessione e dal ripescaggio: siamo partiti in estate con un gruppo non ancora definito, durante l'anno c'è stato poi anche il cambio in panchina, ma l'importante è che si sia raggiunta quella compattezza di gruppo che fa la differenza. La vittoria in rimonta sulla Lucchese è stato il là in più, ha dimostrato la forza e l'orgoglio della squadra. Non abbiamo ancora fatto nulla, è vero, ma da quella partita può essere nato un qualcosa di buono: ora dobbiamo confermarci anche a Grosseto".
Punto cruciale della stagione: la salvezza diretta è l'obiettivo implicitamente dichiarato.
"Assolutamente si. Con circa 40 punti potrebbe arrivare, e ora è tutto nelle nostre mani. Non dobbiamo più fare la corsa sulle altre".

Questo aspetto può essere un vantaggio?
"E' un vantaggio se siamo bravi a capire che dobbiamo continuare a dare più del 100%, perché la salvezza quest'anno sarebbe un miracolo. E' vero che ogni anno è il nostro obiettivo, ma per come si era messa poteva essere tutto in salita: siamo stati bravi a crederci, ad aver la grinta per venirne fuori".

Duecento partite non sono poche. In quale fotografia le racchiuderesti?
"Ci sono tantissimi momenti che ricordo e porto nel cuore, ma forse la salvezza al primo anno tra i professionisti è stato quello più emblematico. Io mi ero fermato un anno, non ho giocato la stagione della Serie D, poi la Giana mi ha richiamato e tornare è stato bellissimo: ho faticato all'inizio, poi ho trovato il mio spazio, e quell'anno ci siamo salvati con tutto il gruppo storico. A inizio stagione ci davano per spacciati, noi abbiamo dimostrato che invece in C ci potevamo stare, abbiamo costruito il nostro piccolo angolo felice. Ogni anno è una battaglia per tenerlo, ma noi non abbiamo paura".

Sezione: GIANA ERMINIO / Data: Mer 31 marzo 2021 alle 14:50
Autore: Stefano Spinelli
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