Il momento era favorevole, con sette risultati utili di fila e due vittorie di caratura contro Union Brescia e Desenzano. Contro l'Alcione Milano, invece, qualcosa si è inceppata con una sonora sconfitta per 3-1 che spazza via ogni illusione di chi pensava la crisi essere ormai alle spalle. Certo, la sconfitta non va a sminuire quanto di buono fatto durante i precedenti sette turni ma serve a riportare a una giusta dose di realtà. Cioè a far capacitare l'ambiente e la squadra dell'idea che molto resti ancora da fare per cercare di costruirsi un campionato tranquillo.

Niente esasperazioni e subito al lavoro per la riscossa 

Contro l'Alcione si è vista una Giana che era la pallida ombra di quella vista nelle due precedenti uscite. La squadra ha evidenziato una carenza di propositività che davvero non ci si sarebbe attesi dopo le ultime prestazioni. Vero è che la squadra di Giovanni Cusatis naviga in zona playoff e rappresenta una cliente difficile per chiunque, ma l'incapacità di osare caratteristica soprattutto dei primi venti minuti è un aspetto su cui occorrerà lavorare. La squadra ha perso una battaglia e non la guerra. Prendere la sconfitta a lezione sarà cosa buona e giusta, a patto, però, di non considerarla come una sineddoche che porti a considerare una sola prestazione negativa come estendibile all'interezza della situazione. Mario Tacchinardi è tecnico che ha fatto del realismo il suo elemento guida, durante la sua disamina non si è certo nascosto dietro un dito perché non è sua abitudine farlo e ha invitato a resettare pagina alla svelta nella consapevolezza che la squadra ha comunque delle potenzialità. La sua parola d'ordine è quindi di non portare questa pur brutta sconfitta come effetto zavorra e di non sperperare in inutili rimpianti le energie che sono invece da spendere per impostare la prossima partita.                

La situazione del reparto offensivo 

A tenere banco continua sempre a esserci il consueto problema, ovvero la scarsa produttività del reparto offensivo. Vero è che la defezione di Samele e Avinci in preda a infortuni porti Tacchinardi ad avere gli uomini contati con i soli Magazzù e Quaggio a disposizione. Ma è un dato di fatto, purtroppo, che il reparto offensivo non stia marciando come dovrebbe con una mancanza di continuità di rendimento. Un fattore che rischia indubbiamente di costare caro. Anche contro l'Alcione, ad andare a bersaglio è stato un giocatore che sulla sua carta d'identità non ha scritto "professione attaccante" come Mattia Zanchetta. Che, va bene, rappresenta con il suo primo gol stagionale un giocatore in più a entrare nella famiglia dei marcatori. Ma, dopo dodici giornate di campionato, appare ormai chiaro un duplice concetto: il primo è che l'attacco necessita di una cura rivitalizzante, il secondo è che non si potrà sempre contare solo sull'apporto dei non attaccanti, pur prezioso. Le giornate di campionato corrono, siamo a sette giornate dalla conclusione della fase ascendente della stagione regolare e il problema è di quelli da affrontare nel minor tempo possibile. Anche perché l'infortunio di Samele è di quelli che rendono estremamente incerta, per la sua entità, la tempistica del suo ritorno. 

Verso il Cittadella

E' evidente che un banco di prova come quello del Cittadella sia ad alto quoziente di difficoltà. Ma, come ben ha osservato Mattia Zanchetta in conferenza stampa, negli incontri con squadre ambiziose potrebbe arrivare la molla giusta per rialzare la testa e riproporsi nel proprio vestito migliore. Al Cittadella sono legati recenti ricordi buoni perché fu proprio il 2-0 al Piercesare Tombolato, lo scorso campionato, a consentire alla Giana di approdare in extremis ai playout agganciando il decimo posto. Ma adesso è un'altra storia. I granata sono una squadra costruita per cercare di tornare in una cadetteria frequentata a lungo e anche con buon profitto e saranno sicuramente determinati a proteggere il primato resistendo all'assalto di un Trento unica squadra ancora imbattuta nel girone e dell'Union Brescia. L'impegno non è all'acqua di rose ma il primo fattore da evitare sarà liberarsi dal ricordo dello stop contro l'Alcione. Ovvero evitare che quello stop porti a un calo di autostima e della necessità di compiere questo passaggio Tacchinardi è pienamente consapevole.    .    

Sezione: EDITORIALE / Data: Dom 01 novembre 2026 alle 12:33
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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