ESCLUSIVA TTG - Alessio Dionisi: "Ho vissuto stagioni meravigliose alla Tritium. Allenare in serie B è fantastico. Il Covid19..."

Si ringrazia l'Ufficio Stampa del Venezia per il consenso concesso per questa intervista
30.05.2020 13:30 di Mattia Vavassori   Vedi letture
Alessio Dionisi, 40 anni
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Alessio Dionisi, 40 anni

Da capitano e simbolo della Tritium a mister in serie B a Venezia. Umanamente un persona vera e calcisticamente un leader, un grande giocatore e un rigorista infallibile. E' rimasto nei cuori dei tifosi biancoazzurri per avere guidato la difesa abduana tra il 2007 ed il 2012 conquistando due campionati, due salti di categoria consecutivi, una Supercoppa di Seconda Divisione e una salvezza pazzesca in Prima Divisione grazie a due suoi rigori trasformati. Alessio Dionisi, 40 anni, attuale mister del Venezia, in esclusiva ai microfoni del portale TuttoTritiumGiana.com, ripercorre il suo vissuto alla Tritium, parla della sua carriera da allenatore e della sua prima esperienza in cadetteria, con un pensiero all'emergenza Covid e per Andrea Rinaldi, suo ex giovane calciatore da poco scomparso.

Ciao Alessio, alla Tritium hai lasciato il segno e tutti si ricordano di te.
"Grazie Mattia. Essere stato il capitano biancoazzurro è stato per me un privilegio, se poi penso ai miei compagni e al gruppo che abbiamo creato, allora ti dico che il privilegio è stato doppio. Ho ottimi ricordi della Tritium e di Trezzo sull'Adda. Sono state stagioni fantastiche".

Ripercorriamole insieme: stagione 2007/2008, secondo posto in serie D con Devis Mangia in panchina.
"Sicuramente è stata un'annata calcistica molto positiva, purtroppo poteva essere straordinaria. Nel girone d'andata avevamo conquistato 43 punti, mentre nel ritorno siamo un po' calati. Il Como ha vinto il campionato ma abbiamo messo in scena un grande calcio. Nessuno però poteva immaginare che stavamo gettando delle basi molto solide per le stagioni successive".

Dopo un anno ad Ivrea, torni nella stagione 2009/2010 con mister Stefano Vecchi.
"Che ricordi. Una stagione super, merito del gruppo, delle individualità, del mister e di tutta la famiglia Tritium. Record di punti, ben ottanta, con un distacco di ventitre punti della seconda Alzanocene. Miglior difesa e miglior attacco. Abbiamo vinto il campionato di serie D, girone B, alla grande e abbiamo permesso alla Tritium per la prima volta nella sua storia di salire nel calcio dei professionisti della Lega Pro. Ai tempi esisteva la Seconda Divisione, non c'era la Lega Pro unica".

E quella che sarebbe dovuta essere un'annata con obiettivo salvezza, invece...
"Si è trasformata in una stagione indimenticabile. La scelta di dar continuità al gruppo della stagione precedente è stato il nostro punto di partenza e i nuovi innesti, uno per reparto praticamente insieme alle motivazioni di tutto il gruppo, hanno permesso il salto di qualità. L'arrivo di Teso, Vecchio, Floriano e Sinato, nonché di Pansera in porta, insieme alla conferma di quasi tutto il gruppo hanno permesso una grande cavalcata. Le vittorie con la Canavese in trasferta e in casa con la Sanremese sono indimenticabili".

La salvezza in Prima Divisione nella stagione 2011/2012: due rigori trasformati da te a Pavia sono decisivi.
"Una stagione fatta di alti, le vittorie con Pisa, Ternana, Foggia, Avellino, Benevento e di bassi ma coronata con una grande soddisfazione, la salvezza. Merito di un gruppo straordinario  di ragazzi. La partita di Pavia difficilmente potrò dimenticarla, non solo per i due rigori realizzati, ma soprattutto perché decretò la nostra salvezza e perché il ricordo di mia mamma fu il mio primo pensiero a fine partita, era mancata da poco".

Appese la scarpe al chiodo, inizi ad allenare.
"Diciamo che ho iniziato abbastanza presto ad allenare e da subito non mi sono fatto mancare nulla: esonero alla prima stagione all'Olginatese. Questa prima esperienza mi ha insegnato qualcosina e penso che mi sia servita per gli anni successivi. Sono approdato all’Imolese grazie alle esperienze precedenti: due anni indimenticabili  al Borgosesia, società alla quale devo tanto, e una stagione al Fiorenzuola. Mi sono legato tanto a queste società e soprattutto alle persone che ne fanno parte e devo tanto a tutti i giocatori che ho avuto la fortuna di allenare. Ho ricordi indelebili di tutte le esperienze positive e negative, se penso alla stagione scorsa le emozioni sono state tante e decisamente più positive che negative".

Dopo una grande annata all'Imolese, il salto in cadetteria. Di te dicono un gran bene.
"Il Venezia in serie B, fantastico. Ora sono e siamo concentrati sul presente per ottenere sul campo il nostro obiettivo e per ottenerlo dovremo confrontarci con avversari forti, fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Penso che la serie B riprenderà, dopo questo periodo impensabile legato all'emergenza Covid, un momento paradossale che nessuno avrebbe mai pensato di vivere". 

Ti ispiri a qualcuno in particolare? Hai avuto grandi mister come Stefano Vecchi e Devis Mangia.
"Diciamo che tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno stimolato, alcuni molto più di altri ma credo che questo faccia parte del bagaglio di qualsiasi calciatore. I miei mister sono stati il mio punto di partenza e non potrò mai ringraziarli abbastanza per quello che mi hanno trasmesso“.

Il Covid19 ha stravolto la normalità ed il calcio.
"E' una situazione difficilmente immaginabile ed ora che ne stiamo piano piano uscendo, non dobbiamo fare l’errore di dimenticare l’accaduto ma dobbiamo cercare di affrontare e risolvere i problemi che il nostro paese ha vissuto e sta vivendo per evitare di farci ritrovare impreparati. Cerco di dare il massimo sulle cose che mi competono e sulle quali posso incidere, per questo mi dedico al presente, sperando di sbagliare il meno possibile. Credo che sia quello che si fa quotidianamente a determinare il giorno successivo, per me il domani è la giusta conseguenza dell’oggi".

Un pensiero per Andrea Rinaldi, tuo ex giocatore giovane scomparso da poco.
"Andrea ha lasciato un ricordo bellissimo di sè in chi lo ha conosciuto. Io ho avuto la fortuna di conoscere il ragazzo ed il calciatore avendolo allenato ad Imola. Sono molto dispiaciuto".

In conclusione, vuoi lasciare un pensiero ai supporters e simpatizzanti della Tritium?
"A tutti i biancoazzurri dico: ciao! Gli addii non mi piacciono e gli arrivederci sono troppo formali per la famiglia Tritium. Con affetto un caro saluto. La nuova dirigenza ha riportato la Tritium dove merita e sta facendo con grande lavoro. La Tritium merita certi livelli del calcio. Sempre Forza Tritium".