Era cominciata bene, è finita male. Cioè con la terza sconfitta in eltrettante gare. Per la Giana Erminio continua a essere buio pesto. Ed è fattore di rincrescimento nell'ambiente, perchè le potenzialità per ben figurare e mettere sotto le avversarie, anche ieri, sono emerse. Ma un conto è la loro esistenza, un altro è la capacità di saperle tradurre in campo. E a fare da effetto zavorra sono stati due fattori che hanno, e non da oggi, nomi e connotati precisi. 

L'ingenuità gestionale 

Il primo è condensabile in sole due parole: ingenuità gestionale. Come lo stesso Alessio Gambirasio ha ammesso, se si subisce la rete del pareggio pochissimi minuti dopo avere spiccato il volo, significa che la capacità di saper proteggere il risultato manca. Sia sul versante difensivo, sia però anche su quello offensivo dove sarebbe stata cosa buona e giusta saperla chiudere, speciamente con una Dolomiti Bellunesi rimasta in inferiorità numerica. Occasioni che non capitano sempre, ma che, quando capitano, esigono di essere sfruttate. Non è tanto un problema di occasion create che non sono mancate, ma di riuscire a tenere dritta la barra della concentrazione. 

L'assenza di reti dell'attacco 

Dopo la rete di Luigi Samele  (peraltro assente per risentimento muscolare come contro i lLumezzane) in Coppa Italia, a portarsi l'onere realizzativo sono stati solamente difesa e centrocampo. E, se dopo tre giornate, il reparto avanzato non è riuscito a sfornare nemmeno una rete, questo non è un problema che dovrà essere differito nel tempo.  Due reti in tre partite sono pochine-. A  segnarle sono stati  un centrocampista sistema usato sicuro come Daniele PInto e un difensore come Tommaso Nucifero   Vale il solito discorso, segnare purchessia va bene, le reti degli altri reparti che non siano l'attacco sono certamente le benvenute, Ma non si potrà sempre sperare che siano i reparti arretrati a portare acqua al mulino. 

L'ingresso in corso d'opera di Ballabio 

Marco Ballabio ha fame di gol e di prestazioni pesanti. E, nella pur fallimentare trasferta della squadra sul campo dell'Union Brescia, ha cominciato un po' a placarla con una doppietta di buona fattura. Egli stesso, in conferenza stampa, aveva auspicato di poter essere a disposizione per un minutaggio superiore, Le scelte di Gambirasoi, però, sono state altre. optando per un suo impiego parziale. Un suo impiego più consistente potrebbe portare a un cambio di andazzo? Chissè. Forse sarebbe il caso di sperimentarlo.

Comelli e la vivacità propositiva

Anche contro i veneti, l'ex Leon ha recitato la sua parte di onesto operaio della pedata con talento annesso producendosi più volte alla conclusione. Il ruolo di centrocampista è da lui interpretato in modo estensivo con licenza di colpire, e questo lo hanno capito anche tutti i seggiolini del Città di Gorgonzola. Ieri non ha colpito, ma ha mostrato comunque di saperlo fare all'occorrenza. Tutto grasso che cola. 

Su Alessio Quaggio 

 L'ex Casatese Merate e Pavia ha dimostrato di saperci fare benone quando si tratta di profanare le porte avversarie, ha però sinora avuto un impiego poco frequente.  Con un Mgazzù che, pur avendo ieri realizzato una rete poi annullata, deve però ancora integrarsi un po' bene nei meccanismi della sua nuova famiglia calcistica, lui e Avinci possono rappreserntare un'efficace alternativa se l'attacco ha bisogno di lucidare il pungiglione.Attendendo naturalmente un Luigi Samele intenzionato più che mai a riproporre i fasti realizzativi della scorsa stagione e impegnato ora a dichiarare guerra al risentimento muscolare che gli sta impedendo di farlo. 

In preparazione al Lecco 

Domenica 13 la squadra salirà sul pullman per raggiungere il Rigamonti -Ceppi e fare visita al Lecco, anch'esso in cerca di identità in questo campionato. I biancazzurri hanno un certo languorino sia verso l'idea di regalarsi la prima vittoria stagionale, sia verso quella di poterlo fare con una squadra capace lo scorso anno di frenare il loro cammino nei playoff. Essenziale sarà che la pattuglia di Gambirasio affronti questa trasferta con il vesito psicologico migliore, ossia consapevole delle sue potenzialità e sottraendosi all'effetto di risucchio negativo delle tre sconfitte sinora maturate.  Chè, in fondo, a essere finite in archivio sono soltanto tte giornate di campionato. A pochi chilometri da Gorgonzola, ieri, sull'autodromo di Monza, Andrea Kimi Antonelli ha dimostrato che dalle difficoltà si può risalire e farla propria, partendo diciannovesimo e arrivando davanti a tutti. Il concetto vien da sè,e non concerne l'arrivare primi, ma il saper reagire. La sfida è lanciata.      

Sezione: EDITORIALE / Data: Lun 07 settembre 2026 alle 12:00
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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