Quattro partite, zero punti. E una grande dose di rammarico. Perchè non si può dire che la Giana Erminio, contro il Lecco come nelle altre partite, non se la sia giocata. Si deve invece ripetere che la squadra sforna però pochissimi prodotti finiti rispetto alla sua intensa catena di produzione. Le sole due reti segnate in quattro partite con una media ogni due sono un bilancio ampiamente deficitario che esige certo correzioni di rotta. Il campionato corre e le avversarie, certo, non fanno sconti. 

Finalizzare meglio 

Il problema non sta nella mancanza di organico nè nell'incapacità di vedere le porte avversarie. Contro il Lecco si è visto finalmente un Magazzù particolarmente propositivo autore di tre tiri uno dei quali si è anche infranto sul palo. Le conclusioni verso il sette avversario non sono mancate, perché se ne sono contate ben sette. Ma, sfortunatamente per la Giana, il numero di occasioni non entra nel tabellino nè consente di fare massa nella sezione punti della classifica.  Il problema è chiaramente di precisione e, se dopo quattro partite con altrettanti  giri a vuoto si è ancora qui a parlarne, significa che il problema non si è dileguato ed esige di essere risolto al più presto. Certo, nel caso del palo di Magazzù ce la si può prendere anche con la sfortuna, ma è un discorso che lascia il tempo che trova. Nel mondo della sfera di cuoio la fortuna ce la si costruisce. 

Un Mazza superstar 

Dall'altra parte non si può dire che il Lecco abbia recitato la parte dello spettatore non pagante. Pur portandosi in corpo la voglia di fare bottino pieno poi soddisfatta dopo il pareggio con l'Arzignano Valchiampo e le sconfitte ingenue sui terreni della matricola Treviso e del Trento, i manzoniani non hanno strafatto e questo suscita in casa Giana un rammarico maggiore. Ma, nella quarta giornata di lacrime, spunta un sorriso che si annida tra i pali, quello dell'estremo difensore ex Monza Andrea Mazza che ha dimostrato di avere ormai raggiunto una buona maturità, al netto di qualche ingenuità passata che fa comunque parte di un complessivo bagaglio di crescita. Nel postpartita, il portiere biancazzurro ha parlato con il tono del leader, di colui che, giustamente, crede nelle potenzialità di questa squadra e, nel corso della stagione, potrebbe essere un efficace punto di riferimento a livello di spogliatoio, considerando anche che l'ambiente lo conosce ormai come le sue tasche. 

Imparare dagli errori         

I limiti evidenziati da questa squadra hanno ormai nomi e cognomi precisi e non vi è quindi più bisogno di rimarcarli. In casa Giana lo sanno bene e Gambirasio ha intonato un refrain chiaro: ora è tempo di passare alla fase b, quella in cui, note le manchevolezze, si deve cercare di porre a esse rimedio.  Tempo per piangere sul latte versato non ce n'è proprio, dal momento che nel turno settimanale bussa alla porta un Trento capace di fermare un Union Brescia che sino a questo punto era stato inarginabile. L'ultimo ricordo contro i gialloblù dell'orgoglio calcistico della Martesana profuma di buono con quella vittoria nella sfida playoff al Briamasco. Ma, non è segreto per nessuno, nel calcio di riflessi non si vive e la fortuna esige di essere costruita campionato per campionato e partita per partita. L'impegno contro i tridentini non è certo di quelli all'acqua di rose e la Giana sarà chiamata a portare con sè quella giusta dose di rabbia da tradurre in una prestazione  a tutta determinazione con quella ciliegina sulla torta della precisione sottoporta che potrebbe davvero rendere la torta più prelibata. 

Sezione: EDITORIALE / Data: Lun 14 settembre 2026 alle 11:45
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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