Da Roncello a Trezzo sull'Adda ci sono 7 chilometri. Per percorrerli però può servire una vita intera. Quella di Romano Cazzaniga, il tecnico più anziano d'Italia in carica dalla A alla Seconda Divisione, l'allenatore della Tritium che ha vinto le ultime due gare consecutive tenendo vivo il "sogno" playout nel girone A di Prima Divisione.

Scudetto. Cazzaniga è legato al Torino di Gigi Radice, scudettato nel 1975/1976. Portiere, era il vice di Castellini: "Luciano era come mio fratello, eravamo compagni di stanza e di notte, per la tensione, non si dormiva mai - racconta Romano -: per fare passare il tempo ci facevamo anche la barba di notte. Quel Torino era una famiglia, ogni lunedì andavamo con le famiglie a mangiare fuori insieme". Cazzaniga è un vaso pieno di ricordi ed aneddoti. Il primo è quello che gli costò la carriera: "Cercavo di frenare i ragazzi negli scherzi. Allora un giorno Santin mi obbligo a preparare un gavettone dal secondo piano della Villa Sassi dove eravamo in ritiro a Torino. Fu destino, caddi dalla finestra e riportai diverse fratture. Dopo quell'incidente scelsi di non ritornare a giocare, ma di seguire Radice come vice". Il cordone ombelicale con il tecnico dello scudetto si formò quasi per caso: "Dopo un Treviso-Pro Patria venne a cercarmi negli spogliatoi per conoscermi. Scoprimmo di essere vicini di casa (Radice è di Cesano Maderno, ndr) e da lì nacque la nostra amicizia". La quale sfociò professionalmente nella chiamata in granata. "Pulici era un artista in campo e fuori. Era lui che si preoccupava di portare i padelloni dei film per trascorrere le serate. Ora i giocatori hanno la playstation, i tablet, la musica nelle orecchie. Quando con la Tritium andiamo in ritiro restiamo noi dello staff insieme. I ragazzi corrono in camera". Cazzaniga sta accompagnando Romualdi che dalla Berretti è stato promosso in prima squadra, ma essendo sprovvisto del patentino non può risultare come il titolare della panchina. "Ha le potenzialità per fare bene l'allenatore. Un altro che meriterebbe di più è Stefano Vecchi, mi stupisco che non abbia ancora trovato una squadra di livello". 

Famiglia. La Tritium ha richiamato Cazzaniga prima come allenatore dei portieri e poi come tecnico. Uno che ha forgiato Zenga, Marchegiani, Cervone, Lorieri e Abbiati: "Quando li sento mi chiamano "vecchietto"!". Ma intanto lui allena, si mette ancora in porta ("Faccio il vigile urbano"), pedala per 100 chilometri e a casa è un nonno presente (due nipotine e un maschietto in arrivo). Lui e la moglie Emerenziana ("Ci sta tutto il nome sul giornale?") si conoscono dai tempi dall'asilo e mai lei lo ha seguito su un campo di calcio. Perchè tanto alla fine da Roncello è partito e a Trezzo è tornato.

Sezione: Le Interviste / Data: Mar 26 marzo 2013 alle 12:00 / Fonte: Articolo di Matteo Brega per La Gazzetta Dello Sport
Autore: Mattia Vavassori
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