Se l’Empoli gioca un calcio di primo livello ed è ai vertici della classifica di serie B, questo non deve sorprendere. Ci sono state anche stagioni sbagliate, ovviamente, ma quando gli azzurri hanno conquistato i risultati più significativi della loro storia lo hanno fatto sempre attraverso il gioco. Di recente con Sarri e con Giampaolo, ora con Dionisi che ha molto, se non tutto, per incamminarsi sulla strada dei migliori allenatori dell’Empoli.

Alessio Dionisi ha appena 40 anni e come giocatore la sua carriera è trascorsa in C e D (2007-2008 e 2009-2012 con la Tritium). Quando Ulivieri divenne tecnico dell’Empoli aveva 33 anni e da giocatore aveva fatto la Serie D; Guidolin aveva giocato in A e venne chiamato ad allenare l’Empoli a 36 anni; Spalletti era un mediano di C e prese la squadra a 35 anni; Sarri è stato uno dei più anziani, arrivò a Empoli a 53 anni, ma in comune agli altri aveva una modestissima carriera da giocatore, perfino inferiore a quella di Giampaolo che sulla panchina dei toscani si è seduto a 48 anni. Nessun grande palcoscenico alle spalle, giovani, ambiziosi e col calcio dentro, col bel calcio dentro. Devono essere così gli allenatori dell’Empoli, come Dionisi, che aveva conquistato Corsi già al Venezia.
C’è anche un marchio tattico che l’Empoli dell’ultimo decennio non vuole trascurare. E’ l’espressione di un modulo, il 4-3-1-2, su cui Sarri ha costruito le sue fortune. Dalla prima stagione sarriana, con rare eccezioni, l’Empoli cerca di sviluppare il suo gioco attraverso il rombo. A vedere oggi la squadra di Dionisi si resta colpiti dalla qualità della sua manovra, dalla voglia di attaccare e di prendere possesso del campo. Il secondo tempo col Pisa è stato un dominio, come gli ultimi 90’ contro la Reggina, quando all’Empoli mancava un trequartista come Moreo. Tutti partecipano allo stesso modo alla manovra, i due terzini Fiamozzi e Terzic, attaccano di continuo, gli interni creano gioco con una tecnica eccellente, Stulac dirige, Moreo (o Bajrami) rifinisce, arricchendola, la parte finale dell’azione. Vedere l’Empoli di oggi smuove i ricordi di quella di Spalletti o di Sarri o, per i meno giovani di Ulivieri. Non è nostalgia, è il piacere del calcio fatto bene.

Sezione: PRIMO PIANO / Data: Mer 02 dicembre 2020 alle 12:30 / Fonte: CorrieredelloSport.it
Autore: Rossana Stucchi
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