La prima vittoria stagionale è ancora di là da venire. Ma il pareggio arrivato sul campo di una matricola coriacea come il Treviso, prima partita senza dover raccogliere la sfera in fondo alla propria porta, ha comunque rivelato una Giana Erminio capace di proteggere il punto anche soffrendo. E questa volta la sofferenza non si è tradotta in un cappaò ma in un pareggio che, vista la misura dell'avversaria e un secondo tempo tutt'altro che agevole, va incartato come fosse una posta piena. Ma lei, la posta piena, esige di materializzarsi al più presto. 

Imperativo, aver pazienza

Il nuovo tecnico è appena arrivato ed è più che naturale che i risultati del suo lavoro non si possano nè vedere nè valutare dopo un solo turno in cui peraltro non poteva essere in panchina a causa di una squalifica,  Ma era comunque importante riuscire a muovere ulteriormente la graduatoria e questo segnale è stato dato. Certo, un punto alla volta non può portare verso isole sicure ma è comunque il segnale che la squadra sta rispondendo. E va, come è logico, parametrato sulla consistenza dell'avversaria. Di un'avversaria che, in questo caso, alla concorrenza non ha mai concesso sul campo amico poste piene e quindi doveva essere presa con le pinze. 

La situazione del reparto avanzato 

Se è vero come è vero che la Giana è riuscita per la prima volta a mantenere la sua porta inviolata, il che deve essere letto come un segnale positivo, lo è altrettanto che il reparto avanzato debba cominciare a fare la sua parte.  Tacchinardi non poteva contare su Avinci e Quaggio ancora fermi ai boz, ma nel reparto avanzato, se Samele qualche volta sa rispondere presente, Magazzù sembra invece continuare a patire un certo disorientamento che lo ha portato a non segnare sinora alcuna marcatura. E, se alla capacità di saper proteggere la propria porta non si accompagna uno sblocco realizzativo del raperto d'attacco nel suo complesso, il gioco continua a essere a somma zero. Le giornate corrono e la situazione esige di sbloccarsi. 

Mazza la saracinesca

Che il portitere della Giana sia al momento provvidenziale è sotto gli occhi di tutti. Lui stesso ammette di essere andato incontro a un percorso di maturazione personale che peraltro non si è ancora concluso. E anche dalle parole da lui pronunciate nel dopopartita si evince appieno che non solo la stoffa del portiere di razza, ma anche quella del motivatore facciano parte del suo bagaglio personale. Ma, di nuovo, se lui la sua parte la fa in cima al disegno tattico  occorrerà bene che anche in fondo si cominci a pungere con una certa continuità. Possibilmente non affidando sempre a difensori e centrocampisti il compito di cecchinare, pur se il loro apporto fa ovviamente massa preziosa. 

Verso il Renate

La prossima partita, per la pattuglia biancazzurra, sarà assolutamente indicativa perché in programma contro un Renate che chiude la porta della classifica  ed è partito anch'esso al piccolo trotto. Fondamentale sarà, per gli uomini di Tacchinardi, riuscire a portare in campo la convinzione mostrata nel primo tempo evitando magari la sofferenza della ripresa della sfida con il Treviso. Siamo soltanto alla nona giornata e già certi incontri possono risultare indicativi per fotografare l'andamento di una stagione per un verso o per l'altro. E in casa Giana lo sanno bene.      

Sezione: EDITORIALE / Data: Lun 05 ottobre 2026 alle 10:30
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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