Ridurlo all'accumulo di tre punti in classifica, i primi della stagione arrivati tutti insieme, sarebbe sbagliato. Il successo della Giana Erminio per 2-1 contro una Union Brescia che sinora le aveva fatto vedere soltanto i sorci verdi vincendo tre partite su tre ha un peso psicologico fondamentale. E ha l'impronta di un tecnico, Mario Tacchinardi, che si è presentato senza grandi proclami ma con la piena consapevolezza sia del grande lavoro da compiere, sia dell'avere a disposizione un gruppo compatto e di valore in grado di compierlo. 

L'incremento della solidità 

Con la perizia di un Socrate abile nell'arte maieutica di saper suscitare verità dal suo interlocutore, Mario il motivatore ha saputo da subito mettere le cose in chiaro: ragazzi, la situazione non è semplice ma cambiare si può e si deve. Certo, non si è limitato a tirare su il morale alla truppa, ma anche a effettuare alcuni aggiustamenti in ogni reparto che hanno teso  a responsabilizzare maggiormente ogni giocatore.  Dove il vocabolo responsabilità non è da intendersi nell'accesione umana e personale che anzi non ha mai fatto difetto da inizio stagione a ogni componente la rosa, ma  in quella tattica. Tacchinardi è uomo di determinazione che sa bene quello che vuole tecnicamente e tatticamente e ha avuto, almeno sinora, l'impronta di personalità per farlo entrare bene in testa anche ai suoi giocatori. Personalità che evidentemente fa rima con credibilità. Perché poi non è sufficiente avere consapevolezza dei propri mezzi, ma saperla tradurre sul campo facendosi costantemente edificatori o tracciatori di un ponte solido tra il molto costruito in allenamento e la resa del prodotto finito sul campo. 

Un incontro che motivava 

Se il primo incontro con Tacchinardi in panchina poteva essere di acquisizione di un modulo tattico, questo era l'ideale per capire quanto fosse stato assorbito. E lo era proprio perché l'avversaria che si aveva di fronte non era nè di retrovia di classifica nè arrendevole. Lo era anche perchè vi era la voglia, nei biancazzurri, di dimostrare che l'Union Brescia non è invincibile come lo era stata sino a quel momento. Lo era perché  c'era la voglia di dare il segnale. A sè stessi e a un pubblico che a Gorgonzola certamente pretende di vedere le cose fatte bene ma te lo fa capire con un abbraccio costante e non con un pugno in un occhio. Insomma, un esame di maturità che la Giana ha saputo superare. 

Il punto è arrivato, ora la linea 

A Tacchinardi piace un mondo motivare il suo gruppo, ma non gli piace illuderlo. Traduzione, se si pensa che l'incontro con l'Union Brescia, pur brillante e ricco di soddisfazioni, abbia ramazzato via d'un colpo tutti i problemi si corre il rischio di finire su un binario morto. Il punto è stato tracciato, e che punto. Punto moltiplicato per tre. Adesso, però, da quel punto si tratta di tracciare la linea. La Giana deve prendere la matita della sua determinazione e tracciare segmenti progressivi che le consentano di disegnare una linea in cui la parte finale sia la tranquillità di classifica e, perchè no, magari un altro accomodamento nei playoff. Esagerazioni? La matematica dice di no. E deve dirlo anche la voglia dell'ambiente di crederci. Niente voli pindarici, certo, ma nemmeno una sottovalutazione di quanto si può fare e in passato si è già a più riprese fatto. 

Il ritorno al gol di Quaggio

La prima volta al successo della Giana Erminio nella stagione è stata anche la prima del gol di Alessio Quaggio tra i professionisti. Era dal 3 maggio scorso, quando segnò con la casacca del Pavia contro il Chievo, che l'ex Casatese Merate e, appunto, Pavia, non assaporava quel dolce brivido del profanare l'altrui porta. Un segnale preciso. in primo luogo, l'attacco ha finalmente battuto un colpo, il secondo stagionale, in termini realizzativi dopo il gol di Samele.  In secondo luogo, ma non per questo da evidenziare con minore rilevanza, il ritorno al gol dell'attaccante che, come da lui stesso ammesso, ha vissuto un periodo non semplice, può essere l'inizio di produzione di messe abbondante. C'è anche un terzo aspetto, ed è che questa propensione realizzativa, se rimanesse costante o almeno allargasse la famiglia abbastanza sovente, potrebbe avere un effetto moltiplicatore sul morale della squadra.   

La conferma di Comelli 

Proviamo ad azzardare un fantacruciverba della Giana:  uno orizzontale, aveva una gran fame di gol e l'ha soddisfatta, sei lettere: Quaggio. Aveva voglia di confermarsi realizzativamente e sta trovando alla Giana la sua dimensione ideale dopo i fasti vissuti a Vimercate con la Leon a pochi chilometri di distanza, sette lettere: Comelli. Tre verticale, può migliorare se i due testè menzionati decidessero di entrare in catena di produzione in servizio permanente effettivo come sono in grado di fare, dieci lettere: classifica. Ormai dare a Comelli del semplice centrocampista rischia di essere lesa maestà: lui vuole essere chiamato anche attaccante. E non è che lo dica verbalmente, lo dimostra tecnicamente, nel solo modo possibile: segnando. 

La situazione di Samele

A fine partita Tacchinardi, con nobile gesto, ha subito pensato a chi, al momento, non è in condizione di contribuire alla causa e si auspica possa tornare a farlo al più presto, ovvero l'ex Alcione Milano Luigi Samele. Stavolta a tradirlo è stato il ginocchio. Quando dovesse ritornare in pista, un duetto con Quaggio con una spruzzata di gol di Comelli potrebbe effettivamente portare la Giana in moto ascensionale anche importante. Il ragazzo dovrà ora avere la serenità per recuperare nel minor tempo possibile. La Giana, che lo ama, lo aspetta. Lui, che ama la Giana, non vede l'ora di ritornare a ricambiare l'amore sul rettangolo verde. 

La tenuta difensiva 

Contro l'Union Brescia è arrivato un gol al passivo? Va bene, capita, ma non per questo non si può non evideniziare la buona tenuta del reparto difensivo  che, non va dimenticato, era chiamato ad arginare uno dei migllori attacchi del girone con le sue diciassette reti con quelli di Cittadella, Alcione Milano e Ospitaletto Franciacorta. Ma nell'Union Brescia mancava Valerio Crespi, dirà qualcuno.  E allora, se si insiste, si dovrà essere costretti a controbattere che l'Union Brescia dispone di altri cecchini in grado di far male con dimostrazione annessa come Balestrero, Sina, l'esperto Di Molfetta e Casasola. Solo il terzo di questi, ieri, ci è riuscito, gli altri però no. E varrà la pena, considerando quanto testè  ricordato ovvero la straordinaria prolificità realizzativa dell'Union Brescia, considerare che arginare un potenziale offensivo di tal fatta costruito per prendere la scala mobile e approdare alla stazione serie B non sia mai gioco da ragazzi. 

Umiltà e determinazione

La Giana versione Tacchinardi è ancora work in progress ma ha già dimostrato di essere sulla buona strada per rimuovere alcune sbavature e ingenuità che potrebbero fare, come in taluni casi hanno già fatto, da effetto zavorra. La determinazione non manca. Tacchinardi lo sa. Come sa che questa determinazione non andrà data in sposa alla presunzione di avere già voltato pagina, ma all'umiltà nel voler continuare a voltarla. La sfida è lanciata. E la Giana non ha affatto intenzione di abbandonare il tavolo verde senza fiches.    

Sezione: PRIMO PIANO / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 14:15
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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