Ci sono personaggi, nel mondo del calcio, che sono autentici libri di storia. Una storia che hanno saputo scrivere con competenza, passione, dedizione. E, per la Giana Erminio, questo profilo si attaglia su misura alle caratteristiche di Cesare Albè. Quarantasei anni di allenatore alle spalle, la cui gran parte trascorsa in biancazzurro, l'ex tecnico e attuale vicepresidente della Giana Erminio ha sempre avuto una stella polare da cui farsi orientare nel vivere nel mondo della sfera di cuoio: il calcio come passione. Nella consapevolezza che il mondo dei rettangoli verdi e delle partite non smette mai di regalarti soddisfazioni ed emozioni. Albè si è confidato volentieri al nostro sito ripercorrendo la sua intensa biografia calcistica e indicando la sua precisa filosofia di come, a suo avviso, occorrerebbe intendere il calcio. E nella consapevolezza di quanto il calcio di oggi sia profondamente mutato rispetto a quello di ieri. 

I primi contatti con il mondo del calcio 

Albè comincia a incrociare la passione per il calcio alle scuole elementari. "Sono nato e cresciuto negli anni Sessanta - spiega-  in casa non avevamo la radio o la televisione, il calcio non sapevamo cosa fosse, alle scuole elementari però me ne sono innamorato, gli anni in cui si leggevano giornalisti come Gianni Brera dei cui articoli ero molto appassionato, anni in cui il calcio era soprattutto non prendere reti Già da allora mi affascinava lo spettacolo che questo meraviglioso sport ti sapeva regalare, primo di sei fratelli, questa passione si è poi sviluppata e ho cominciato ad allenare".

Pierino Ghezzi, poi il Cassano d'Adda

La biografia calcistica di Albè è legata a doppio filo alle vicende della Giana Erminio e ai suoi fasti culminati con lo storico approdo in Lega Pro con il primo posto nel girone A di serie D nella stagione 2013-14 e dopo la vittoria per 2-1 con la Caperana Chiavari. Il suo impegno calcistico, però, parte da più lontano. "Ho cominciato allenando la Pierino Ghezzi, squadra dell'oratorio di Cassano d'Adda, poi sono passato ad allenare il Cassano con cui abbiamo disputato la serie D. Con alcuni giocatori che allenavo sono in contatto ancora adesso",

Il calcio secondo Cesare Albè

L'ex tecnico della Giana ha ogni ragazzo che ha allenato in un angolo di cuore. Ma ha anche trovato in questo sport un fortissimo elemento di crescita personale. "A volte si è magari sottratto del tempo alla famiglia - spiega- ma il calcio mi ha completato come persona oltreché come allenatore, e credo che i giocatori abbiano dato a me più di quanto io abbia dato a loro. 

E venne l'ora della Giana Erminio

Albè abbraccia con entusiasmo l'esperienza con la Giana Erminio portandosi con sè un ampio bagaglio di ricordi dalle esperienze precedenti e la voglia di mettere a frutto il cammino di crescita e di acquisizione di certezze compiuto sino a quel momento. Prende la squadra e la fa camminare in moto ascensionale tra le categorie, sino al calcio professionistico ovvero alla Lega Pro in cui la squadra milita attualmente con buoni risultati. E qui emerge quale sia la sua filosofia di sportivo autentico che, indipendentemente dalla categoria in cui ci si misura, non perde di vista il concetto di fondo:il calcio deve essere sempre vissuto come una passione genuina e autentica ed essere fatto gustare a fondo anche agli altri. "Chiaramente - spiega- la promozione in Lega Pro dalla serie D è stata un momento indimenticabile e incredibile, ma mi ha sempre animato una convinzione precisa, quella per cui il calcio ti sappia dare emozioni in ogni categoria, ogni partita, anche quando la perdi, ti sa dare del buono. E mi ha anche trasmesso una filosofia precisa che ho sempre portato in ogni partita: occorre avere il massimo rispetto per gli avversari che scendono in campo con il nostro stesso obiettivo, certo, vincere è meglio che perdere ma il rispetto per le squadre che abbiamo di fronte non deve mai venire meno, il calcio deve sempre essere una festa e un'emozione".

La crescita e la motivazione dei  ragazzi 

In oltre quarant'anni di esperienza da allenatore, Albè ha sempre tenuto a un aspetto fondamentale al di là di quello agonistico: la maturazione dei ragazzi attraverso il calcio. "Ho sempre voluto far capire a ogni giocatore- spiega - che praticare il calcio è veramente bellissimo, che questo mondo ti dà veramente tantissimo. Ho sempre insistito con loro sul concetto che nel fare sport si sia davvero fortunati, e che lo si sia nel farlo insieme. Perché il calcio è uno sport che ti insegna ad andare al di là dell'io per pensare al noi". .       

Il miracolo Giana in Lega Pro

Albè ha la Giana Erminio nel cuore mattina, pomeriggio, sera e feste comandate. Che sarebbe arrivata un giorno in Lega Pro, però, ammette che non ci avrebbe mai sperato. "Non solo non ci avrei mai creduto - spiega - ma non lo avevo neppure pensato, adesso siamo qui in Lega Pro ed è bellissimo, ma non dimentico la cosa più importante, vivere il calcio come passione, poi è bello essere in questa categoria, naturalmente, ma sarebbe stupendo comunque perchè conta la passione che ci si mette".

Il calcio di ieri e di oggi 

Tra il calcio di ieri e quello di oggi, osserva il vicepresidente dei biancazzurri, vi sono profonde differenze. "Un tempo si giocava solo la domenica- spiega- si viveva il calcio con Tutto il calcio minuto per minuto, c'era molto pubblico negli stadi. Ricordo questo anche quando si andava a disputare le partite con Tritium e Trevigliese, oggi si gioca a calcio praticamente tutti i giorni, ci sono le varie paytv e quindi magari diverse persone preferiscono seguire le partite a casa piuttosto che venire allo stadio, sarebbe bello vedere a volte più gente allo stadio ma non ho particolari soluzioni su come questo si possa realizzare".

La simbiosi tra Gorgonzola e la Giana 

Tra Gorgonzola e la sua Giana la corrispondenza di amorosi calcistici sensi è granitica e Albè ne è certo: "il pubblico di Gorgonzola ci segue tanto, oggi le presenze alle partita, anche con le paytv, sono abbastanza consistenti. Sono passati i tempi in cui, come mi fece notare una volta il presidente del Cassano in una partita indicandomi la tribuna, c'erano a volte quattro gatti". 

Il decollo di alcuni ex giocatori della Giana 

Una delle grandi gioie di Albè è stata veder spiccare il volo verso il firmamento calcistico calciatori che alla Giana Erminio hanno avuto un buon percorso di crescita. "Penso - prosegue - a Lamesta e ad Alborghetti che ora sono due giocatori davvero completi, ma penso anche ad Augello e a Marcandalli  E colgo l'occasione per fare i complimenti anche a Stuckler e Caferri che hanno appena conquistato la promozione in serie B con il Vicenza. Caferri lo prendemmo dalla Tritium, il primo anno purtroppo non potè rendere molto perché aveva una caviglia in disordine, poi la sua qualità e il suo desiderio di arrivare, con il tempo, sono emersi appieno. Stuckler l'abbiamo avuto una sola stagione, è stato davvero strepitoso e si è comportato benissimo".

Il giudizio sui colleghi allenatori in biancazzurro

Albè ha avuto anche modo di formarsi un giudizio ampio sui colleghi allenatori che gli sono succeduti alla guida della Giana Erminio. E, per ognuno di loro, ha parole di stima e apprezzamento niente affatto retoriche ma dettate dal cuore e da una stima sincera. "Andrea Chiappella è come se fosse mio figlio - dice- lo abbiamo portato qui alla Giana a diciannove anni, voleva andare a San Colombano ma lo abbiamo convinto a venire da noi. Sapeva parlare con i ragazzi e ha fatto molto bene con la squadra, il campionato strepitoso fatto la scorsa stagione lo dimostra. Ottima persona, bravo allenatore, è sempre stato molto capace anche di gestire la squadra a livello psicologico". Anche su Vinicio Espinal il suo giudizio è estramamente favorevole: "Non è mai facile raccogliere un'eredità come quella lasciata da Chiappella e dal campionato ottimo da cui siamo reduci - aggiunge - ma sta facendo bene, ha una filosofia diversa rispetto a Chiappella, ricordo che lo andammo a vedere con la Real Calepina in cui si trovava e lo ritenemmo subito una persona adatta al nostro progetto di calcio". Andando un po' indietro nel tempo, Albè valuta positivamente anche l'apporto dato da  Oscar Brevi, tecnico nella stagione 2020-21: "Rispetto a Espinal che vuole la costruzione dal basso -  afferma- giocava un calcio diverso e voleva l'attacco da due metri, ricordo che si faceva rispettare molto dall'ambiente".

Sulla Giana di oggi 

I playoff rimangono un desiderio, ma Albè è uomo pragmatico ed evidenzia un concetto chiaro: prima la salvezza matematica, poi si pensa al resto e a ottenere magari qualcosa di più. "Il nostro obiettivo principale- dice- resta consolidarci in questa categoria, poi vediamo dove potremo arrivare".  Massima fiducia nel duo d'attacco Samele- Galeandro che, spiega, "ha ampi margini di crescita ma è sulla buona strada". Apprezzamento pieno anche per il resto dei giovani che compongono la squadra: "Non vorrei limitarmi a loro due - aggiunge- tutti i ragazzi stanno dando qualcosa, penso per esempio a Gabbiani, Lischetti, Berretta e Renda, hanno margini di miglioramento ma stanno crescendo".

I consigli di Albè a un aspirante allenatore

Dovesse dare a un aspirante allenatore una serie di dritte su come dovrebbe affrontare il mondo del calcio, Albè non avrebbe una virgola di dubbio:"Ognuno ha le sue caratteristiche- afferma - ma prima di tutto bisogna essere se stessi, tenendo poi conto del fatto che ci sono diversi aspetti da gestire, le rose, per esempio, che nel tempo sono molto cambiate,una volta si avevano sedici giocatori, oggi sono in 23-24, occorre fare attenzione a tutti badando a non lasciare indietro nessuno. Poi ognuno ha una sua filosofia, io ho fatto il corso per allenatori di Coverciano e ho avuto modo di conoscere allenatori molto validi, alcuni dei quali allenano oggi anche in serie A, ognuno deve seguire la sua filosofia di gioco, c'è chi parla poco ma riesce a farsi capire, e penso a un allenatore conosciuto ai tempi quando allenava la Trevigliese, chi parla di più, chi predilige il palleggio chi altri aspetti. Ma bisogna avere fondamentalmente una passione enorme, e anche una certa capacità di motivare i ragazzi".     .       .      .     

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Sezione: PRIMO PIANO / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 16:01
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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