Con sette risultati utili consecutivi alle spalle, la Giana Erminio ha il destino nelle proprie mani per raggiungere la salvezza diretta nelle ultime due partite del campionato. Nell'ambiente biancoazzurro c'è fiducia, come ha detto ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, il difensore Stefano Marchetti, che ieri ha compiuto 23 anni.

Una vittoria con la Pro Patria avrebbe forse già sancito la salvezza: c'è amarezza per la gara di domenica scorsa?
"Indubbiamente dei risultati dell'ultimo periodo dobbiamo essere soddisfatti, ma ci sono alcune gare, come quella appunto di domenica con la Pro Patria, che potevamo gestire meglio, tenendo il vantaggio acquisito: potevamo sfruttare meglio alcune occasioni. I tre punti sarebbero stati importanti, non dico che regalavano la sicura salvezza ma avrebbero messo un mattoncino importante in vista dei due scontri diretti con Pistoiese e Pergolettese che ci attendono in questo rush finale di campionato. Però è buon filotto, da li dobbiamo ripartire".

A proposito di punti, domenica l'episodio chiave è stata l'ammissione del bustocco Colombo: non era rigore, lui lo ha detto.
"E' un gesto che gli fa davvero onore, un bel gesto".

E un pari che vi proietta in una settimana di fuoco...
"Saranno due gare dove nessuna squadra mollerà un metro, partite toste perché sia noi che le avversarie vogliamo la salvezza. Ma io guardo a noi, è questione di vita o di morte: ci sarà da impegnarsi tanto, la salvezza deve arrivare".

Cosa dovrà fare e cosa invece dovrà evitare la Giana in questi ultimi 180'?
"Di sicuro dovremo dare più del 100% evitando passi falsi: la mia esperienza, di quattro stagioni tra i pro, insegna che i passi falsi si pagano caro".

La parola playout è bandita nello spogliatoio?
"Vogliamo la salvezza diretta, e a quella pensiamo, è ciò a cui puntiamo. Se poi non dovesse essere così, battaglieremo fino alla fine anche negli spareggi, ma ora siamo concentrati su altro".

Accennavi alla tua esperienza tra i pro, dove militi da quattro anni: ti senti cresciuto e cambiato dall'esordio?
"La scelta di approdare in C fu mia, l'Atalanta mi avrebbe tenuto come fuori quota in Primavera ma io volevo uscire per potermi misurare con un campionato diverso e con calciatori più maturi: mi è servita tanto la prima esperienza tra i pro, mi ha costruito molto caratterialmente, ma anche a livello lavorativo, perché non è mai facile e scontato rimanerci in un certo mondo. Sono ancora giovane, però gli anni in varie squadre, l'essermi confrontato con più realtà, mi ha già dato un buon bagaglio di esperienze che alle volte mi fanno sentire un po' veterano, posso dare dei consigli ai ragazzi giovani. La C è un campionato difficile, si gioca sul carattere, ma ti forma".

Sezione: GIANA ERMINIO / Data: Ven 23 aprile 2021 alle 14:30
Autore: Stefano Spinelli
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