Quando, nell'anno di grazia 2017, calcava i campi delle giovanili del Seregno cui sarebbero poi seguite le esperienze in quelle di Aldini Bariviera e Milan, forse a fare il botto ci pensava. Ma preferiva o tenersi il pensiero stupendo che nasce un poco strisciando per sè oppure esprimerlo con l'impegno a crescere come uomo e professionista. Alberto Paleari ha lavorato molto su di sè e non è un caso se il sogno che coltivava nel cuore sia diventato realtà con l'approdo ormai da alcuni anni nel Torino. Sulla strada di quel sogno, però, ci ha trovato anche un cognome, un nome e una squadra: Giana Erminio. 

Gli studi e l'amore per il calcio 

Alberto l'ambizioso è un ragazzo di talento che ha però sempre tenuto i piedi per terra e mangiato pane e umiltà: ben sapendo che il mondo del calcio, talvolta, ti mette delle tagliole sulla strada, ha voluto anche cautelarsi prendendosi avvedutamente una laurea in scienze motorie. Hai visto mai, nella vita, si dovesse imboccare una deviazione rispetto ai desiderata, il pezzo di carta nel cassetto c'è pronto al bisogno. Ma naturalmente la retta che ha scelto di percorrere per vivere di calcio ha urlato più forte, e quest'insistenza gli ha dato ragione. E un po' di questo merito è da ascrivere indubbiamente anche alla Giana Erminio.

I numeri con la Giana

Quando sbarca alla Giana Erminio nel 2014, lo fa in un momento di transizione della massima rilevanza per la società che, proprio in quel periodo, comincia a respirare aria di Lega Pro come mai le era riuscito di fare in precedenza. Paleari porta in valiga due cose e se le sistema con cura nel proprio armadietto. voglia di crescere in continuazione e tre piantine fatte crescere con tanta dedizione chiamate Pontisola, Tritium e Virtus Verona. Nostalgia canaglia. In Veneto si vive bene e si mangia uguale, ma il richiamo della natia Brianza è di quelli che non puoi scacciare nemmeno con le cannonate. E allora l'Alberto da Giussano (inteso come Paleari, ca va sans dire) dal 2014 diventa un effettivo della Giana Erminio dove si prende le chiavi da titolare della porta e non le molla più sino al congedo. Quaranta presenze e quindici clean sheet lo mettono in evidenza tra gli addetti ai lavori. In Veneto si ricordano bene di come quel giovanotto di 196 centimetri e 91 chilogrammi di stazza tra i pali ci sappia fare. Stavolta, però, non è la provincia di Verona a chiamarlo ma quella di Padova, destinazione Cittadella, città nota per le sue mura. E tra quelle mura Paleari ci rimarrà per 102 partite in cui regalerà 41 clean sheet, in pratica lasciando la sua porta inviolata per una sfida su tre. Notazione cromatica: il Cittadella è granata. E quel granata, Alberto il talentuoso lo avrebbe riabbracciato più presto di quanto non avrebbe pensato. Intanto sul suo diario annota una data a caratteri cubitali, il  4 ottobre 2020 quando riesce ad arrivare nell'Olimpo del calcio, c'est a dire la serie A, con la casacca del Genoa dove gioca quattro partite con un clean sheet.  Ritorna in cadetteria a difendere i pali del Benevento dove, con 114 presenze e 39 clean sheet, si crea le condizioni per ritrovare il granata di cui sopra. 

Ecco il Torino 

A Verona si è visto l'Arena, a Cittadella le mura, e Alberto il giraItalia si regala una terza cartolina con vista sulla Mole Antonelliana. A chiamarlo è infatti il Torino dove scende in campo in trentatrè occasioni ottenendo dieci clean sheet. La maglia da titolare è sua e non dell'altro portiere Franco Israel e, nello 0-0 contro la Juventus, si guadagna la qualifica di presenza più luminosa sul rettangolo verde. Ma un imprevisto che, nel calcio come nella vita, può sempre essere dietro il cantone ovvero un infortunio al tendine della mano destra, lo ferma per una quarantina di giorni. Israel si rinfranca ed esclama: ora tocca a me. Paleari, però, al suo ritorno, con la legge del campo rimette le cose in chiaro e si riprende gradualmente la poltrona principale. E ora. del Torino, quel ragazzo che un dì rese servizi nobili anche alla Giana, è una delle colonne portanti. Una colonna che ha saputo piantarsi anche a livello nazionale, dal momento che nel 2015 è stato convocato per le Universiadi. Il Torino lo ha legato a sè sino al 30 giugno 2027. Poi la storia scriverà i capitoli successivi. 

La gratitudine verso la Giana 

Alberto il realizzato non ha mai dimenticato i suoi trascorsi alla Giana ritenendoli di fondamentale rilevanza per forgiarne talento e determinazione. E ha definito la società biancazzurra come "una famiglia e una favola del calcio". Una favola che è diventata anche la sua e ora fa convivere armoniosamente un'ampia gamma di cromature, tra cui il granata con il biancazzurro.                   

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Sezione: GIANA ERMINIO / Data: Ven 03 luglio 2026 alle 13:09
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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