A Trezzo sull'Adda nessuno lo ha dimenticato. E a maggior ragione torna alla mente adesso che ha spiccato il volo verso il calcio inglese sedendosi sulla panchina di un Watford che mira a rilanciare le sue quotazioni nel campionato di Championship, la cadetteria inglese, dopo la delusione della scorsa stagione. Nel cuore di Alessio Dionisi, però, uno spazio per la Tritium esisterà sempre. E non potrebbe essere diversamente, dato che, da calciatore, le ha fornito i suoi servigi in due momenti distinti della sua carriera. Il tecnico originario di Abbadia San Salvatore, insomma, all'insegna dell'I can e di una disponibilità a crescere tutta determinazione e umiltà, è tra coloro che hanno fatto il botto. A Trezzo e anche su altri palcoscenici. 

Le origini della sua carriera 

Già giovanissimo, l'Alessio che pensa in grande percorre i circa 77 chilometri che dalla natia Abbadia San Salvatore la separano dal capoluogo Siena e imbocca la piazza del campo. Non quello del celeberrimo palio equino, però, ma quella del terreno di gioco del Siena. Laddove le contrade cercano di assicurarsi annualmente il Palio, laddove si respira il profumo del panforte e dei ricciarelli, laddove mette radici anche uno storico istituto bancario, Dionisi mette le radici del suo sogno calcistico. Giovanili, poi prima squadra, ma non sarà lì che farà il suo debutto al gran ballo del mondo dei grandi. E' infatti inviato a Voghera, nel Pavese, dove nel 1999-2000 sotto il cielo di Lombardia scende in campo in una prima vita con i rossoneri 31 volte e realizza una rete. In quella stagione il Voghera si salverà per il rotto della cuffia con 36 punti in classifica, uno in più del retrocesso Bellusco e in quell'impresa c'è anche un po' di lui.  Del resto, la sua vocazione non è di attaccare ma di agire di copertura, segnare però non gli dispiace affatto. Il Siena lo richiama indietro, poi però ritorna nel Pavese, e sono altre 142 presenze condite da otto gol sempre a Voghera. Il periodo è quello dal 2000 al 2005. L'astro luminoso di Dionisi comincia a brillare un po' per tutta la Lombardia, tanto che, nel 2005, lo chiama il Varese.

Il periodo in biancorosso 

Dionisi arriva nella città bosina quando è una nobile decaduta che riparte dalla serie D. Ci arriva però giusto in tempo per partecipare nel 2005-06 alla cavalcata della squadra verso la serie C2. Su quella panchina siede un tecnico che, da allenatore, abbraccerà poi la causa della Tritium ovvero Devis Mangia, poi approdato anche su palcoscenici come Palerno e nazionale maltese. 

E venne l'ora della Tritium 

La natia Toscana, ormai, per Dionisi, pur restandogli nel cuore, è calcisticamente lontana. La sua oasi ideale per crescere nella sua caratura di giocatore è la Lombardia e qui rimane anche nel 2006-07 quando da Varese prende l'autostrada direzione Venezia e imbocca l'uscita di Trezzo sull'Adda. Chiede a qualche residente del luogo "scusi, per lo stadio La Rocca" perché è lì che l'attende il suo nuovo datore di lavoro, la Tritium. Ed è anche lì che continuerà il suo rapporto lavorativo con Devis Mangia, approdato nel frattempo sulla panchina biancazzurra. Sarà un ottimo campionato per i trezzesi che giungono secondi con 72 punti a due sole lunghezze dal Como che spiccherà il volo verso la C. Dionisi lascerà un ricordo di ventisette presenze e tre reti ma qualcosa gli dice che con Trezzo sull'Adda non è un addio ma un arrivederci. Dove c'è Mangia, ormai, c'è anche lui, Infatti fanno coppia anche la stagione successiva, ma nel piemontese, con l'Ivrea. I due contribuiscono a portare la squadra al nono posto con 43 punti nel girone A di Lega Pro Seconda Divisione ex C2. Dionisi scende in campo trenta volte ma senza andare a bersaglio. 

Anche la vita calcistica, a volte, è circolare, il ritorno alla Tritium

Non è dato sapere se il filosofo napoletano Giambattista Vico, autore de "La scienza nuova", pensando alla sua teoria dei ricorsi storici avesse in mente anche il calcio. Visto che visse a cavallo tra diciassettesimo e diciottesimo secolo quando lo sport della sfera di cuoio ancora non aveva cittadinanza nel mondo, appare piuttosto improbabile. Certo è che, invece, quella teoria si possa applicare anche al pianeta calcistico. E la dimostrazione viene anche da Dionisi che fa ritorno alla Tritium con cui, evidentemente, il legame non si era reciso. Vi resta dal 2009 al 2012 e  scende in campo ottantanove volte finendo in tredici casi sul tabellino dei marcatori. E, per ritornarvi, sceglie il momento giusto perché la Tritium conosce il fulgore della partecipazione alla Lega Pro, dove arriva nel 2009-10 in Seconda Divisione e nel 2010-11 addirittura in Prima. C'è anche lui quando la Tritium sbarca in quest'ultimo campionato con il suo primo posto con 59 punti e due incollature sulla Feralpi Salò tenendosi alle spalle una "certa" Pro Vercelli, una "certa" Pro Patria, un "certo" Renate e un "certo" Lecco divenute poi inquiline stabili della Lega Pro, eccezion fatta per la Pro Patria retrocessa alla fine della scorsa stagione. Dionisi trova in quest'esperienza un altro allenatore che lascerà profondamente il segno nella sua vita come Stefano Vecchi, ex tecnico, tra le altre, anche di Venezia, Vicenza e Feralpi Salò e attuale conducator dell'Inter Under 23. Di Mangia e Vecchi con cui collaborò alla Tritium dirà spesso che si sono trattati di due presenze centrali nella sua maturazione calcistica. Come calciatore prima, ma poi anche come allenatore avendo da loro tratto qualche dritta di rilievo.         

La parte finale della sua carriera di calciatore 

Gli ultimi scampoli del Dionisi calciatore si consumano con Sambonifacese (21 presenze), Verbania (due) e Olginatese (venti). Poi, nel 2014, decide di appendere le scarpe al chiodo e di mettersi alla prova come tecnico. 

I primi passi da allenatore 

Proprio l'Olginatese gli offre la prima panchina nel 2014. Seguiranno poi le esperienze con i piemontesi del Borgosesia che nel 2016-17 guiderà al terzo posto nel campionato di serie D e alla disputa dei playoff persi contro il Gozzano, con gli emiliani del Fiorenzuola che conduce al quarto posto nel girone D della serie D nel 2017-18, con un'altra emiliana, l'Imolese, terza sotto la sua conduzione nel 2018-19 in Lega Pro. Tutte queste stabili frequentazioni dei quartieri alti muovono un po' anche le onde della laguna di Venezia Ed è appunto nella città dei Dogi che arriva la prima, vera importante opportunità della sua carriera di tecnico. 

A Venezia ed Empoli 

Dionisi monta sulla gondola del sodalizio del capoluogo veneto nel 2019-20, la squadra arriva a un discreto undicesimo posto nel campionato di cadetteria. La stagione successiva lo richiama la Toscana natia sottoforma di panchina dell'Empoli. La squadra azzurra mette in fila la concorrenza nel campionato cadetto e sbarca in massima serie.     

A Sassuolo 

Dionisi ha ormai dimostrato di saperci fare anche ai livelli più alti della gerarchia calcistica tricolore ed è per questo che, nel 2021, lo accoglie il Sassuolo che porta a un tranquillo undicesimo posto in serie A e a un tredicesimo la stagione successiva. Nel 2023-24 tiene le redini dei neroverdi soltanto dalla prima alla ventesima giornata, poi è esonerato e sostituito da Emiliano Bigica il quale, a sua volta e per la stessa ragione, dovrà cedere il testimone all'ex tecnico della Cremonese e del Genoa Davide Ballardini. La trimurti non riuscirà però a evitare agli emiliani la retrocessione in cadetteria. Dionisi conosce il primo dispiacere della sua carriera di tecnico ma i suoi successi e la sua acquisita professionalità gli sono saldi compagni per ricominciare.   

A Palermo 

Nel 2024-25 lascia il continente e compie la sua prima esperienza isolana, in Sicilia con il Palermo. Qui ritornano i sorrisi con i rosanero che raggiungono l'ottavo posto  in cadetteria e disputano i preliminari dei playoff poi persi contro la Juve Stabia. 

Il ritorno a Empoli 

Come già era accaduto con la Tritium, Alessio il realizzato si concede il bis, ma questa volta da allenatore, con l'Empoli dove si è accasato la scorsa stagione, anche se subentra a stagione in corso e viene esonerato mesi prima della fine del campionato. La squadra giunge a 41 punti insieme con il Sudtirol in zona pericolante ma si salva lasciando agli altoatesini i playout.

Il salto in Inghilterra al Watford

Dentro di sè gli rimbalza una domanda "do you  speak English". Il perchè di quella domanda gli sarà chiarissimo poco tempo dopo quando il Watford, squadra giallorossa del campionato inglese di Championship reduce da un campionato sottotono ma anche da alcuni trascorsi in Premier League e in passato gestita nel ruolo di presidente anche dal cantautore Elton John, lo chiama per cercare l'operazione rivitalizzazione. Al primo impegno ufficiale, Alessio the British ha già fatto centro mandando a spasso in Coppa di Lega Inglese il Crawley Town con il punteggio di 1-0 e facendo approdare gli Hornets (ovvero i calabroni, soprannome della squadra) al secondo turno della competizione. Il primo cliente del campionato, sabato 15 agosto alle 14.30 al Vicarage Road, tempio del pubblico del Watford, si chiama Southampton, squadra affamata di ritorno in Premier League. Ma Alessio the talent che serviì con onore il popolo della Tritium e quel popolo porta ancora nel cuore, ormai, non ha più paura di alcuna sfida. E si appresta a togliersi qualche soddisfazione anche al di là della Manica. E con l'inglese sembra essere già a suo agio (video sotto).    

Dionisi parla in inglese
Sezione: PRIMO PIANO / Data: Gio 13 agosto 2026 alle 21:50
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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