Prima partita amichevole, prime confortanti indicazioni. Il giudizio sulla tenuta del reparto difensivo della Giana Erminio dopo l'amichevole con la Cremonese esige di estendersi al di là del dato grezzo dello 0-4 conclusivo. C'era sicuramente grande attesa nel verificare in modo particolare l'apporto che fosse in grado di fornire al presidio del reparto arretrato e quindi all'adeguata protezione della porta di Andrea Mazza e Alexander Zenti la famiglia dei nuovi innesti. E. da Mattia Golin, Samuele Ghezzi, Francesco Manzoni, Christian Mora e Pietro Tornaghi  sono venute tutto sommato indicazioni che autorizzano a sventolare la bandiera della speranza pre la stagione 2026-27. 

Il loro apporto nell'amichevole con la Cremonese 

Golin ha dimostrato di non confinare il suo ruolo a terzino che presidia la fascia sinistra estendendolo anche alla propositività offensiva. Suo, al quarto d'ora, un cross che, per poco, non ha consentito ad Alessio Quaggio di profanare la porta grigiorossa che è stata salvata solo da un prodigioso intervento di Agazzi.  Il suo impiego potrà però risultare utile anche nella fascia centrale dove ha avuto modo di cimentarsi in prevalenza nella sua carriera. E questa duttilità è materia preziosa su cui il nuovo tecnico Alessio Gambirasio poitrà lavorare. Nella prima frazione ha avuto modo di mettersi discretamente in evidenza anche l'ex Atalanta Pietro Tornaghi che ha sicuramente avuto un compito non facile nel cercare di arginare la prorompenza difensiva di un Manuel De Luca appena riapprodato alla Cremonese e desideroso di far capire alla società di avere fatto bene a richiamarlo dopo averlo messo fuori rosa lo scorso campionato. Il calciatore altoatesino stava per colpire a botta sicura verso la porta di Mazza ma il difensore neoarrivato ha saputo metterci una pezza e ha sventato l'insidia. Nella prima frazione si è visto anche un discreto Samuele Ghezzi che è andato più in là ed è riuscito a respingere sulla linea una conclusione di Collocolo, altra spina del fianco nella difesa biancazzurra. Anche per lui vale il discorso della pluriimpiegabilità avendo dimostrato, nel corso della sua carriera, di poter tranquillamente stazionare su ambedue le fasce e anche di poter dare man forte alla fascia di centrocampo. Nella ripresa hanno dato primi scampoli di indicazioni discrete anche Francesco Manzoni, promosso dalle giovanili della società orgoglio della zona della Martesana, e Christian Mora. Quest'ultimo, in particolare, ha in corpo la benzina di una voglia di rilanciarsi e di mettersi in evidenza dopo avere assaporato con la Pro Patria il gusto amaro della retrocessione in serie D.  Manzoni si è reso dal canto suo protagonista anch'egli di una deviazione provvidenziale sventando in corner un tentativo dell'ex Viterbese Castrnse e Catanzaro Vandeputte che si sarebbe potuto rivelare un rischio per Zenti. 

Una difesa che copre e rilancia 

Di questa difesa bifronte ha esattamente bisogno la Giana Erminio come dell'aria per respirare. Una difesa capace di essere efficace presidio erigendo muri di capacità di frantumare le iniziative avversarie e in grado, al tempo stesso, di agire di rimessa mettendo in condizione i reparti più avanzati di creare azioni potenzialmente pericolose. Certo, la Cremonese è formazione di altra categoria con altre ambizioni. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, questa doppia capacità del reparto difensivo potrà certamente essere manna dal cielo per una stagione che si preannuncia sicuramente impegnativa.   

Sezione: EDITORIALE / Data: Lun 27 luglio 2026 alle 12:20
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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