Storia di un acquisto...Real. Già, perchè Pietro Tornaghi, pur non avendo potuto scendere in campo direttamente contro il Real Madrid nella finale  di Supercoppa Uefa giocata dall'Atalanta il 14 agosto 2024, quella partita se l'è vissuta dalla panchina ma respirando comunque aria di prima squadra. Un riconoscimento che la società bergamasca ritenne di accordargli in virtù dei buoni servigi da lui resi nel presidiare il reparto difensivo della formazioni giovanili. Tornaghi si candida adesso a essere uno dei riferimenti difensivi della nuova Giana Erminio di mister Alessio Gambirasio. E che i due abbiano già incrociato le loro rette all'epoca della comune frequentazione della Dea può essere un ulteriore elemento di garanzia.

I primi calci dati in casa Tritium 

Il territorio del Trezzese e di Gorgonzola, per Tornaghi, non è una novità, Fu lui stesso a ricordare in un'intervista di avere preso per la prima volta a calci un pallone quando era alla Tritium, anche se poi arrivò praticamente immediata l'esperienza dell'Atalanta.     

La trafila all'Atalanta

Pietro l'ambizioso bussa presto alla porta dell'Atalanta. La sua ambizione di potersi guadagnare da vivere nel mondo del calcio, pur in quel momento ancora molto in embrione vista l'età anagrafica ma comunque sogno comune a molti giovani, lo porta ad applicare su se stesso il motto evangelico bussate e vi sarà aperto. E quella porta, l'Atalanta non solo gliela apre, ma gliela spalanca. Tornaghi e l'Atalanta si studiano per bene, si piacciono. "Il ragazzo si farà anche se ha le scarpe strette".  La frase di un celeberrimo brano di Francesco De Gregori si cuce anche su misura sulla sua vita e, nel 2021-22, eccolo cominciare a contribuire alla causa dell'Atalanta Under 17 Agli ordini del tecnico Marco Fioretto, riesce a togliersi la soddisfazione di approdare ai quarti di finale del campionato di categoria inchinandosi al Milan. Scende in campo dieci volte e realizza due reti, praticamente una ogni cinque partite, e, considerando che si tratta di un difensore, il bilancio si può anche ritenere lusinghiero.  Nel 2022-23 sale in Primavera 1, seguito in moto ascensionale da quel Fioretto che già lo aveva avuto nella sua formazione Under 17. Nuova categoria, vecchie (e buone) abitudini; le presenze aumentano salendo a trentanove, il gol è uno. Intanto presta la sua voce di difensore determinato anche all'Under 18 dove timbra il cartellino nove volte e profana in un'occasione le porte avversarie. La Primavera 1 giunge quarta nella stagione regolare con 55 punti e ottiene la chiave per aprire la porta dei playoff, poi persi per 0-1 contro il Sassuolo, ma la stagione resta comunque di buon livello anche grazie a lui. 

Dividersi in tre 

Riuscire a dividere il proprio lavoro in tre ambiti differenti è sfida titanica per chiunque. Tornaghi, però, nel 2024-25. lo fa e pure bene, ripartendo il suo talento tra Primavera 1. Under 23 con cui esordisce tra i professionisti e addirittura prima squadra dove Gian Piero Gasperini, segugio di razza in fatto di valorizzazione di talenti, gli fa fiutare l'aria inebriante della prima squadra. In campo non ci scende, ma intanto il ghiaccio è rotto. Con l'Under 23 registra dodici passaggi in campo e si concede anche due realizzazioni seminando felicità negli occhi e nel cuore del tecnico Francesco Modesto. Per lui si approssima il tempo di recidere  il cordone ombelicale colorato di nerazzurro e di sposare una nuova causa. 

Con l'Ospitaletto Franciacorta 

Se gli piaccia degustare vino non è dato sapere, fatto sta che comunque nella terra nota per i suoi ottimi vini, ovvero la Franciacorta, Tornaghi ci finisce. E' la stagione 2025-26, la squadra bresciana si è abbondantemente coperta con il vestito dell'entusiasmo dell'acquisita promozione in Lega Pro ed è in cerca di talenti certificati in grado di consentirle di restare in pianta stabile in categoria. Tornaghi è tra questi. Non inganni il dato relativo a sole due presenze e settantasette minuti di gioco. Prima di tutto perché il suo ruolo è di difensore e quindi non necessariamente deputato a partecipare al momento realizzativo (pur se si è concesso questo sfizio diverse volte in terra orobica), poi perché comunque dimostra già di avere buona personalità. Alla fine. il suo computo complessivo  parla di 72 presenze, sei reti e 4858 minuti di gioco.  Una dotazione importante che certamente la dirigenza della Giana si è annotata con diligenza chiamandolo a raccolta. Almeno una delle due compagini che costituiscono il suo passato sarà con tutta probabilità sulla sua strada da avversaria ed è l'Ospitaletto. Quanto all'Under 23 atalantina, occorrerà vedere se sarà confermata o meno nel gruppo C e appare al momento avversaria meno probabile. 

Non si viene mai dal nulla 

Nell'affinarsi del suo gusto per il mondo della sfera di cuoio, Tornaghi ci ha fatto confluire soprattutto del suo ma a dargli la prima "spinta" ha concorso un esempio che si è trovato in famiglia: si tratta di Guido Armanni, suo prozio ed ex stopper del Leffe, formazione orobica orgoglio calcistico della Valgandino e con trascorsi anche in serie C, divisi tra C1 e C2. Passione di derivazione verticale, quindi, ma anche di comunanza orizzontale perchè lo stesso "virus" calcistico contagiò anche il fratello Stefano, con cui, ricorda, si allenava nel cortile di casa. Particolari che ti porti dietro come cammei.. Anche quando cominci ad assaggaire aria di calcio che conta.    

Quel gol segnato proprio alla Giana 

Tornaghi è adesso nei ranghi dei biancazzurri e quindi contribuirà alla loro causa. Ma, ironia della sorte, è proprio a loro che segnò una rete. Era il 4 ottobre 2024 e, nella tana dei nerazzurri ,la Giana Erminio prevalse per 3-1. Tornaghi segnò la rete dell'1-2 che rimise in corsa gli atalantini ma ci pensò poi un rigore di Lamesta a far decollare l'undici di Gorgonzola, dopo i primi due sigilli di Trombetta e Stuckler.          

Sezione: EDITORIALE / Data: Lun 13 luglio 2026 alle 11:45
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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