Friedrich Nietzche lo chiamava "eterno ritorno", Giambattista Vico li definiva "ricorsi storici". Anche il mondo della sfera di cuoio ha le sue leggi di circolarità per cui spesso si ritorna da una realtà che si era già frequentata in precedenza. Nel caso del difensore Christian Di Bitonto, non si tratta soltanto di un ritorno alla Giana ma anche di un riaccostamento con la veste di una maggiore esperienza. Senza dimenticare da dove il suo sogno calcistico prese forma, ha girato altre realtà della Lombardia in cui ha imparato a mettere a frutto, con un bel labor limae sul piano personale e tecnico-tattico, quanto gli era stato insegnato quando frequentava l'ambiente Under 16 della Giana. E ora, quindi, ritorna passando per la porta principale con una maggiore consapevolezza. 

Le esperienze prima della Giana    

Nel caso di Di Bitonto si può parlare di un prima e un dopo Giana. Il prima è stato un'esperienza con il Lecco che gli ha permesso di cominciare a respirare aria di prima squadra. Una sola presenza, diciassette minuti di gara. Era il  25 aprile 2025. Per il paese l'anniversario della Liberazione, per Di Bitonto anche quello della liberazione di un sogno che coltivava da tempo, giocare nel professionismo, per lasciarlo volare e lasciargli prendere forma compiuta. L'avversaria era l'Atalanta Under 23, i bergamaschi prevalsero per 1-0 ma Di Bitonto, quella partita, la vinse perché realizzò il sogno di mettere finalmente i piedi nel calcio che contava. 

Dal Lecco al Sant'Angelo 

Dalla terra che fu cara ad Alessandro Manzoni, Di Bitonto approdò poi nel territorio lodigiano, sponda Sant'Angelo. Serie D, un gradino sotto, con l'autoconsapevolezza che quel sogno realizzato di giocare sia pur fugacemente tra i professionisti aveva bisogno ancora di un po' di innaffiamento esperienziale. E il Sant'Angelo, L'esperto allenatore Roberto Gatti, che ha appena garantito alla Solbiatese Arno Calcio l'accesso alla serie D dopo oltre dieci anni di assenza, finchè rimase nel Lodigiamo ovvero a dicembre 2025 credette nelle sue potenzialità. E vi credette anche Matteo Vullo, che a Gatti successe dopo l'esonero. Risultato, trentatrè partite, due reti e sei assist. 

La duttilità di impiego di Di Bitonto 

Le reti e gli assist danno la misura di come Di Bitonto interpreti in modo estensivo il suo ruolo di difensore, cioè non limitandolo al presidio della propria area ma interpretandolo anche come mezzo per cercare di distribuire il gioco e di finalizzare. Il suo impiego è stato molteplice, sia nella fascia centrale che nelle corsie a dimostrazione di una sua capacità di adattamento ai vari moduli nei quali ebbe modo di essere inserito. 

E ora? 

Ora Di Bitonto si riaffaccia tra i professionisti con la casacca della Giana Erminio che gli ha permesso di cominciare a gettare le basi della sua carriera. La sua poliedricità di impiego tornerà sicuramente utile a mister Alessio Gambirasio nel quadro di una capacità di costruzione del gioco dal basso. Il fatto di tornare in un ambiente che conosce bene per averlo frequentato a lungo sia pure quando era un po' più giovane dovrebbe avere un effetto agevolativo per il giocatore e per il suo desiderio di rimettersi alla prova nel pianeta Lega Pro, questa volta in modo decisamente più marcato rispetto a quell'unica apparizione a Lecco. La Giana non dimentica il suo passato. Di Bitonto nemmeno. E in entrambi regnava in qualche modo la consapevolezza che quel passato sarebbe ritornato in altra forma e pronto a farsi robusto presente. La sfida è lanciata.      

Sezione: GIANA ERMINIO / Data: Sab 11 luglio 2026 alle 15:00
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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