A Palazzolo sull'Oglio si è vista una Tritium vera. Non una squadra di agosto, imballata, svogliata, in attesa del campionato. Si è vista una squadra che sa come comportarsi in serie D. Il successo di misura in Coppa Italia con cui i ragazzi di Matteo Serafini espugnano il campo bresciano vale più di un semplice passaggio del turno. Vale come manifesto programmatico. Partiamo dal risultato: vincere fuori casa, con 30 gradi, contro un Palazzolo costruito per fare bene, non è mai banale. Soprattutto se lo fai davanti a 400 spettatori in trasferta e su un campo che scotta abituato alla serie D con un avversario con ambizioni di alta classifica. La Tritium lo ha fatto con merito, legittimando la vittoria con almeno tre palle gol nitide per chiudere la partita. Ma è il come che deve far riflettere. Mister Serafini alla vigilia aveva parlato di "rotazioni" e di "verifiche". Le ha fatte. Ha messo in campo un 4-2-4 coraggioso, spregiudicato, quasi provocatorio per la categoria, ma un modulo a cui noi seguaci e appassionati della Tritium siamo oramai abituati. Due mediani veri, Zuddas e Mandelli, e quattro attaccanti. Non un 4-4-2 mascherato, un 4-2-4 puro. Una scelta che dice molto della fiducia che il tecnico ha nei suoi ragazzi. La squadra ha risposto. Mandelli è stato semplicemente super, una conferma dopo un'esaltante stagione in Eccellenza: mediano moderno, capace di abbassarsi tra i centrali per costruire e poi verticalizzare in un attimo. Accanto a lui Zuddas, classe 2005, che ha garantito equilibrio. Davanti, Mawa è stato una sentenza sulla fascia, D'Arcangelo ha lavorato per tutti. Dietro, poi, la nota più lieta: Ferroni e Ruggeri. Una coppia centrale che non ha concesso nulla. Ferroni, oltre al gol vittoria di testa su assist di Batistini, è stato impeccabile. Ruggeri ha annullato Persano fino al 34' della ripresa, quando ci è voluta una parata da categoria superiore di Cecchini per negare il pari al bomber bresciano. Cosa ci dice questa vittoria in ottica campionato? Due cose. La prima: la Tritium non sarà la vittima sacrificale che molti immaginano, anzi. Sì, nel girone ci sarà il Piacenza, corazzata del girone che la Tritium affronterà domenica 6 settembre allo stadio "La Rocca" di Trezzo sull'Adda per la prima giornata del campionato di serie D, girone B. Sì, ci saranno diverse piazze blasonate. Ma questa Tritium ha un'anima. Ha la bandiera Campani che fino al 44' ha spinto come un ragazzino, ha la solidità di un gruppo vincitore in Eccellenza e rinforzato dal direttore Pardeo con calciatori che conoscono la categoria e ha la freschezza di giovani come Amoruso, classe 2007, buttato dentro titolare senza paura, Batistini, autore del gol dell'assist, senza dimenticare tutti gli altri. La seconda: Serafini ha già in mano la squadra. Non era scontato. Il tecnico ha chiesto tempo alla vigilia: "Devo capire a che livello di apprendimento siamo". La risposta di Palazzolo è confortante. La squadra ha già una sua identità: aggressione alta, ricerca del terzo uomo, centrali bravi a rompere la linea. Certo, manca ancora qualcosa sotto porta ma la base c'è e i risultati arriveranno, ne siamo sicuri. Adesso la testa va al campionato. L'obiettivo, come ha ricordato Serafini, resta la salvezza tranquilla. Ma questa Tritium ha mostrato che, se continuerà a lavorare con questa continuità, potrà togliersi qualche soddisfazione e darne diverse ai propri tifosi. Domenica prossima si tornerà a giocare a Trezzo sull'Adda contro il Piacenza con un'altra consapevolezza: quella di essere una squadra vera.

Sezione: PRIMO PIANO / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 21:30
Autore: Mattia Vavassori
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