Perdere può capitare. Dipende però dal modo in cui lo si fa.  Si può subire una sconfitta dopo essersi giocati le proprie carte sino in fondo oppure la si può incamerare avendo un atteggiamento di discontinuità che porta a sciupare quanto si è costruito e a masticare amaro. La Giana Erminio vista all'opera contro l'AlbinoLeffe ha sofferto di quest'ultimo scompenso. La squadra è apparsa ingenua sul piano della gestione del risultato e dotata di un reparto offensivo con il pungiglione spuntato. Qualcosa è cambiato con l'inserimento dell'esperto Quaggio ma, nel complesso, il reparto offensivo dei biancazzurri necessità di maggiore determinazione e prolificità propositiva perché, nell'andare del campionato, la mancanza di questi due fattori potrebbe rivelarsi come una zavorra. 

Come nelle amichevoli e nella sfida di Coppa Italia

La difficoltà del reparto offensivo ad alzare la voce era emersa già nelle amichevoli dove, tolta la vittoria con il Piacenza, l'attacco non aveva lasciato segni particolarmente significativi. Venendo alla sfida contro  l'AlbinoLeffe, Luca Magazzù è parso abbastanza impalpabile e forse ancora bisognoso di inserirsi appieno nelle geometrie di gioco di Gambirasio, Luigi Samele non è riuscito a replicare quanto di buono aveva fatto vedere contro la Folgore Caratese.  Come si  è già avuto modo di puntualizzare, il discorso non risiede nella mancanza di caratura tecnica o di potenzialità, chè entrambi hanno dimostrato di saper fare male. Ma altro è possedere queste caratteristiche, altro è il saperle applicare sul rettangolo verde e, soprattutto, con continuità. Un segnale di riscatto dovrà già farsi sentire dalla non semplice sfida del prossimo turno sul terreno del Lumezzane. 

Le buone indicazioni di Quaggio 

All'assenza di prolificità e di determinazione evidenziata dall'attacco, che per ora si pone in continuità con la scarsità del montante realizzativo della scorsa stagione,  ha cercato di porre rimedio l'esperto Alessio Quaggio che, entrato in corso d'opera, ha colpito un palo e si è visto annullare una rete con cui la Giana avrebbe potuto cominciare la stagione mettendo nel forziere almeno un punto.  L'attaccante ex Pavia e Casatese Merate ha lanciato quindi un segnale preciso, quello di poter  contribuire in modo utile alla causa. E magari un messaggio in codice a Gambirasio: prova a impiegarmi dall'inizio delle ostilità e vediamo l'effetto che può fare. 

La sicurezza di Comelli 

Che l'ex Leon ci tenesse a cercare di segnalarsi subito in biancazzurro lo aveva già dimostrato con le discrete prove nelle amichevoli.  Anche contro i seriani ha infatti cercato di dare la sua impronta nella costruzione della manovra  e si è rivelato provvidenziale anche nel salvare sulla linea di porta un pallone che avrebbe potuto rendere più ampio il vantaggio dell'AlbinoLeffe. 

Il "vecchio" Pinto colpisce ancora 

A quarant'anni suonati, ha ancora l'entusiasmo di chi disputa le prime partite della sua carriera. Sarà  perché della Giana è una parte robusta di storia, sarà perchè frequentare il rettangolo verde può in qualche misura tenere giovani, sarà anche per il fatto che l'esperienza accumulata lo rende una sorta di allenatore in campo, Daniele Pinto costituisce sempre un preziosissimo faro nel collettivo di Gorgonzola. Alfiere del centrocampo, ha saputo supplire con la sua rete alla scarsa incisività del reparto offensivo con una rete che gli mancava dallo scorso 26 aprile quando regalò ai biancazzurri il pareggio contro la Dolomiti Bellunesi.  La verve che il giocatore vimercatese continua a evidenziare può essere davvero una spinta motivazionale determinante per una Giana che cerca di disputare un campionato tranquillo e con la testa rivolta verso una zona playoff frequentata a più riprese. 

Il realismo di Gambirasio 

Il nuovo tecnico della Giana sa che la carta nelle sue mani è di quelle dorate da giocare sul tavolo della crescita della sua esperienza e del sua prestigio di tecnico.  C'è un aspetto delle sue ormai frequenti disamine che colpisce in modo positivo: la sua capacità di sottrarsi ai facili giustificazionismi per dire pane al pane e vino al vino e quindi fare presenti le cose come stanno. Laddove taluni tecnici tendono ad arrampicarsi sui vetri pronti a vedere positività anche laddove ve ne è ben poca, lui non nasconde le difficoltà e ammette che la squadra è work in progress. Un realismo che va indubbiamente a suo onore e non si limita all'ammissione della presenza di certe lacune, ma si sposa anche alla volontà di migliorarle il prima possibile.         

Sezione: GIANA ERMINIO / Data: Dom 23 agosto 2026 alle 16:30
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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