Nella sua prima vita calcistica trascorsa sul rettangolo verde non si è fatto mancare alcunchè. Ademaro Breviglieri il campo da calcio lo ha sempre visto dall'alto, ovvero custodendo i pali delle porte delle varie squadre con cui fu sotto contratto. E, se da calciatore non ebbe mai modo di vestire la casacca della Giana Erminio, ne avrebbe poi incrociato la strada come allenatore, sia pure per una sola stagione. Il suo nome appartiene quindi di diritto all'album dei ricordi della storia del sodalizio della Martesana. Dalla sua scomparsa, il prossimo 11 ottobre, saranno trascorsi quindici anni.    

Gli esordi 

Breviglieri nacque nel 1937 a Milano, ma la sua formazione calcistica nasce qualche chilometro più in là, a circa quaranta chilometri ovvero a Lodi, dove il Fanfulla lo prende sotto la sua ala protettiva e gli fa asseggiare le prime esperienze sul campo. Il ragazzo promette talmente bene che la dirigenza lodigiana lo stacca dalle giovanili e lo fa approdare alla Prima Squadra a soli diciassette anni in serie C. E' il 1954 e Breviglieri difenderà sino al 1957 i pali della porta bianconera per 33 volte dimostrandosi degno del soprannome dato alla squadra da sempre, ovvero il guerriero. 

Viene l'ora del Monza

La fama del talento nascente di Breviglieri comincia a prendere forma e a diffondersi per tutto il territorio lombardo. Chi se ne invaghisce calcisticamente è il Monza, allora chiamato ancora Simmenthal Monza. Dal 1957 al 1960 avrà modo di difendere i pali della porta biancorossa per 104 volte, ed è il periodo che resterà numericamente più consistente nella sua carriera. Lavora con tecnico come Bruno Arcari, Pietro Rava, Attila Kossovel e Mamlio Italo Cipolla. Breviglieri entrerà persino nell'orbita della nazionale giovanile azzurra con cui, nel 1959, disputò una partita contro l'Inghilterra. 

Dalla Lombardia alla Sicilia 

Il periodo al Monza gli dà modo di mettersi in mostra ulteriormente e così, nel  1960, prende il ferry boat e si sposta al Messina dove rimarrà sino al 1963 totalizzando 59 presenze. Nella prima stagione ritroverà quel Bruno Arcari che fu già suo allenatore al Monza.  

Il ritorno a Como 

Dalla Sicilia torna alla Lombardia nel 1963 indossando la casacca del Como dove, sino al 1965, totalizzerà 59 presenze. Breviglieri è portiere insieme con quel Pietro Carmignani che indosserà poi le casacche di Juventus, Napoli e Fiorentina. 

Il Pisa, poi il ritiro 

L'ultimo segmento della carriera sul campo di Breiglieri va dal 1965 al 1969 ed è colorato di nerazzurro. Il 13 ottobre 1968 ottiene la soddisfazione di esordire in massima serie nella sfida persa per 1-2 dai toscani contro il Milan. In terra toscana otterrà complessivamente 28 presenze. 

La carriera da allenatore

Breviglieri comincia a muovere i primi passi da allenatore con il Cologno Monzese, poi vengono Casatese e Vis Nova sino al 1977-78 quando la sua strada si incrocia con quella della Giana Erminio. La squadra si classificherà al sedicesimo posto nel girone B di Promozione e retrocederà in Prima Categoria. Breviglieri allenerà poi Turate, Muggiò, Pro Cologno, Senaghese. Il 5 ottobre 2011 scomparve all'età di 74 anni.           

Sezione: EDITORIALE / Data: Lun 20 luglio 2026 alle 15:30
Autore: Cristiano Comelli / Twitter: @Cristiano
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