Proponiamo anche per questa stagione la rubrica “Lady TritiumGiana”, dove attraverso un'intervista esclusiva curiosiamo nella vita privata dei calciatori e allenatori della Tritium e della Giana Erminio. In questa prima puntata della nuova edizione siamo lieti di ospitare la signora Mariapia Forte, compagna di Danilo Tricarico, allenatore della Tritium, la quale ci svela tutti i retroscena del loro menage quotidiano.
Benvenuta Mariapia,
Inauguriamo questa prima rubrica stagionale con la classica domanda: come vi siete conosciuti tu e Danilo, in quale occasione e luogo, raccontaci tutti i particolari...
"Buongiorno a voi. Per rispondere a questa prima domanda dobbiamo tornare indietro nel tempo, esattamente a 10 anni fa. Era una serata in cui sarei dovuta andare con due care amiche ad una festa di compleanno a Milano. Prima però, abbiamo deciso di fare un salto al Boccadillos, un locale di Rho. Lì c’era un ragazzo che faceva finta di gestire il Karaoke, puntando più sulla simpatia che sulla voce (ride n.d.r.)... avvicinandosi a me per coinvolgermi a cantare (io amo cantare), gli ho detto che stavo andando via. La mia simpatia mi ha sempre preceduto, e difatti da lì in avanti non me ne sono più andata".
Ora siete una coppia consolidata: a quando il fatidico sì? E' già arrivata la proposta di Danilo?
"Danilo ed io ci sposeremo il 24 giugno dell’anno prossimo e la sua proposta è arrivata due anni fa, a Natale, davanti ad un panorama innevato di Madonna di Campiglio".
E' meraviglioso! Vi facciamo le nostre più sincere felicitazioni. Quando hai conosciuto Danilo ricordi se in quel periodo svolgeva già l'attività di allenatore?
"Da quando conosco Danilo ha sempre allenato. Due anni fa era alla Casatese e il giorno in cui saremmo dovuti partire per la montagna, abbiamo disputato la finale di Coppa Italia. Dico abbiamo perché c’ero anch’io in tribuna coi bimbi, il nonno Salva, papà di Danilo, e uno dei suoi migliori amici, che è venuto apposta da Torino per assistere all'evento. Poi con la medaglia al collo di nostro figlio Nicolò ci siamo messi in auto verso la neve..."
Sappiamo che avete due bambini, per l'esattezza un maschio e una femmina.
"Esatto, abbiamo due figli: Nicolò di quasi 5 anni e Adele che il prossimo mese compirà 3 anni. Poi c'è Cubalibre il nostro cucciolo canino di 6 mesi, e prima di lui è arrivato Ulisse, un pelosone di razza Bulldog inglese: sono sempre nei nostri cuori".
Da questa stagione mister Danilo allena la Tritium ed è rigorosamente impegnato quasi quotidianamente sul campo di allenamento alle volte anche per l'intero weekend: come si concilia con la vita famigliare nel ruolo di padre e compagno, ti aiuta nelle faccende domestiche e con i bambini?
“Partirei dall’ultima domanda: Mister Tricarico e faccende domestiche sono due rette parallele che quindi, per loro natura, non si incontrano mai. L’eccezione a ciò, avviene, quando in settimana ci sono partite, e io, presa tra casa, lavoro e bambini, magari non faccio in tempo a lavargli tuta, camicia etc. e allora in quella situazione due giorni prima della partita della domenica, Danilo riesce a caricare la lavatrice e a farla anche partire...A ciò compensa con l'essere un padre estremamente presente, nonostante gli impegni calcistici, e un compagno di vita che sai che c’è, sempre. E' presente per prendere le decisioni insieme, per giocare coi bambini, per accudirli in tutto fin da quando sono nati. Non si è mai tirato indietro su nulla, dalle notti insonni a cullarli, a provare insieme ad essere un esempio positivo per i nostri figli. Infine, come compagno, è il mio “fuori dagli schemi”, è colui che mi rassicura quando sento di aver perso dei pezzi in termini organizzativi-familiari ed è la persona che mi permette di vivere in modo leggero, anche i momenti più difficili, quando ad esempio ci manca perché, come dicono i nostri figli: papà è al campo. Questo è quanto. Per Danilo il calcio è vita, è ciò che gli dà l’energia per affrontare tutto ed è l’esempio per me e i miei figli, di costanza, dedizione, passione e attenzione ai dettagli”.
Solitamente mister Danilo trasferisce il calcio anche in famiglia, nel senso che dà consigli sui “moduli” da tenere, fa gli “schemi” come in campo? Insomma per intenderci parla sempre della Tritium con te e i bambini, oppure preferisce lasciare il pallone al di fuori delle quattro mura...
"Il suo mestiere di allenatore è parte di ciò che lui è, quindi sarebbe un controsenso lasciare fuori da casa il pallone. A me piace ascoltarlo mentre parla dei “suoi ragazzi”; la sera spesso ci ritagliamo dei momenti per sapere com’è andata al campo, come sente la squadra, e non c’è una linea netta tra ciò che siamo come coppia e famiglia e quello che è il calcio. Credo fortemente che i due ambiti non possano essere separati ma che, con equilibrio e anche fatica, il pallone sia unione e non separazione".
Perfettamente d'accordo e poi diciamo che la partita della domenica per un allenatore è “sacra”: come la vive il mister soprattutto quando torna a casa, lascia trasparire qualche emozione in conseguenza dell'andamento o del risultato?
"Solo qualche emozione? In certe occasioni ho pensato di prendermi un secondo appartamento in zona dove abitiamo, per affrontare le domeniche sere. Ovviamente scherzo, ma è per far capire quanto sia inevitabile che la partita e non solo la partita in sé, cambi il suo e il nostro umore. Non tanto quando si perde ma soprattutto quando sente che lui o i giocatori non hanno dato il massimo del loro potenziale. Penso che la partita sia importantissima, ma è tutto il lavoro che ci sta nel mezzo che richiede massima attenzione, se si vuole fare l’allenatore seriamente".
In famiglia seguite il calcio? Di solito vai alle partite, oppure preferisci mantenere le distanze da questa passione...
“Certo, siamo appassionati di calcio; io lo seguo fin da piccolissima anche perché mio padre è un ex giocatore professionista della vecchia guardia e ho bellissimi ricordi d’infanzia, rannicchiata accanto a lui sul divano a vedere le partite. Passiamo all’oggi: ho sempre seguito le squadre di Danilo andando con lui al campo tutte le domeniche, prima della nascita dei bambini. Da quando abbiamo Nicolò e Adele la voglia è la stessa ma nei periodi dell’anno in cui piove o fa molto freddo, preferisco tenerli al caldo a casa, aspettando papà. Inoltre negli ultimi due anni la situazione dell'emergenza sanitaria purtroppo ci ha limitato anche in questo. Quando però siamo presenti è impossibile passare inosservati coi nostri figli, cane compreso”.
Oltre al ruolo di mamma e manager che impegna ma dà soddisfazioni, hai un'occupazione nella vita?
“Sì, ho lavorato 15 anni in azienda e da quattro anni sono libera professionista nell’ambito HR, formazione e selezione del personale. Il mio obiettivo personale è sempre stato, post Università, di crearmi una professionalità spendibile nel mercato del lavoro, in modo autonomo. Inoltre ciò mi permette di dedicare tempo e qualità alla nostra famiglia, investendo le giuste energie in un lavoro che amo”.
Passiamo ai pregi e ai difetti del tuo compagno: ce ne vuoi elencare qualcuno?
“Punti di forza: coerente con i suoi valori personali, capace di essere strutturato quando c’è bisogno e destrutturato quando le situazioni lo richiedono, equilibrato. Lui è la mia ratio ed io il suo pathos. Difetti: se può essere un difetto, direi che è quasi “maniacale” nella preparazione di allenamenti e partite, ed è incapace a dire di no a sua figlia, anche quando secondo me dovrebbe farlo; lo sa bene e ridiamo tantissimo”.
Per concludere, siamo soliti chiedere se si vuole fare un augurio speciale al proprio compagno di vita attraverso queste righe. Hai una dedica particolare da inviare a Danilo?
“Il mio augurio è continuare ad amarci con pregi e difetti, gioie e difficoltà. Sapere che io e la nostra famiglia siamo il suo porto sicuro dopo ogni tempesta, ed i suoi compagni di ogni avventura meravigliosa che la vita calcistica gli riserverà!”
Grazie mille Mariapia per la simpatia e disponibilità, auguri alla vostra splendida famiglia e sempre forza Tritium!!!
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