Ruggero Riva, classe 1990, cresciuto nel settore giovanile del Ponte San Pietro e in seguito della Tritium, ha fatto l'esordio in serie D nel 2007 con la casacca biancoazzurra a 17 anni giocandoci fino al 2013 in Lega Pro, per poi disputare un'intera carriera nel professionismo, passando per Renate, Monza, AlbinoLeffe e Franciacorta. Una carriera costruita con lavoro, continuità e passione. Riva ha rivissuto con noi la sua carriera vissuto da terzino e centrale difensivo.
Ruggero, come stai? Di cosa ti occupi ora?
"Ho giocato a calcio fino alla scorsa stagione nel Calusco in Promozione. Mi sono infortunato in inverno e sono dovuto rimanere fermo qualche mese e quindi ho deciso di appendere le scarpe al chiodo a 36 anni. Ora lavoro come autista consegnatario e ho terminato la mia carriera calcistica durata quasi 19 anni".
La tua storia calcistica parte dalla Tritium, dal Settore Giovanile alla Prima Squadra. Che ricordi hai di quegli anni?
"Ho iniziato a giocare nel mio paese a Medolago per poi approdare nel Settore Giovanile del Ponte San Pietro e della Tritium, che sento come casa mia. Nell'estate del 2007 ho avuto la fortuna di fare la preparazione con la Prima Squadra e di avere la fiducia di mister Devis Mangia, che mi ha lanciato da subito titolare in serie D. Era una squadra molto forte ed ero il più giovane della rosa. Arrivammo secondi con 72 punti dietro al solo Como a +2 lunghezze. Era una compagine molto forte e votata all'attacco, con Pozzato tra i pali, Dionisi, Malgrati, Martinelli, Turani, Gemmi, i fratelli Bortolotto, Graziani, Pesenti, giusto per ricordare qualcuno. È nella Tritium che sono cresciuto come calciatore e come uomo. Ho avuto la fortuna di vivere tutte le tappe del percorso, dalle giovanili fino alla prima squadra. Ricordo un ambiente familiare, fatto di persone che credevano nei giovani e che mi hanno dato l'opportunità di affacciarmi al calcio dei grandi".
Hai vissuto la scalata della Tritium dalle categorie dilettantistiche fino alla Lega Pro. Quanto è stato speciale?
"È stato qualcosa di straordinario. Ricordo ancora l'unica rete siglata con la maglia della Tritium a Borgosesia. Nella stagione 2009/2010 con mister Stefano Vecchi abbiamo disputato un campionato da record con 80 punti conquistati con 24 lunghezze dalla seconda in classifica. Siamo volati in Seconda Divisione Lega Pro perché ai tempi la serie C era ancora divisa in due campionati. Era una squadra pazzesca con Martinelli, Dionisi, Malgrati, Corti, Di Ceglie, Daldosso, Chimenti, i fratelli Bortolotto, Pesenti, Turani, Spampatti, tra gli altri. Era un gruppo unico. Quando vivi una promozione da protagonista e condividi lo spogliatoio con compagni che conosci da anni, tutto assume un significato diverso. La vittoria del campionato di Serie D e il passaggio nei professionisti sono emozioni che porterò sempre con me. In Seconda Divisione era stata confermata gran parte della rosa e furono fatti degli inserimenti mirati: Pansera in porta, Teso in difesa, Vecchio a centrocampo, Floriano come esterno offensivo e Sinato in attacco. Dopo una grande lotta con la Pro Patria in un campionato combattuto abbiamo vinto nuovamente il campionato salendo in Prima Divisione, sempre con Stefano Vecchi destinato ad una grande carriera. Brividi a ripensarci. In quell'anno era stato lanciato un certo Daniele Casiraghi, che ora gioca in serie B, che aveva segnato un gol all'esordio a Sacile. Che emozione ripensare alla vittoria decisiva con la Sanremese di misura con rete di Sinato a Trezzo davanti ad uno stadio gremito di tifosi. Nel primo anno in Prima Divisione purtroppo giocai poco per un brutto infortunio rimediato a Renate, mentre l'anno dopo contribuì alla salvezza. Purtroppo sappiamo poi come terminò quel periodo della storia della Tritium che non voglio ricordare. Voglio parlare solo dei bei momenti vissuti insieme".
Dopo l'esperienza a Trezzo sull'Adda è arrivato il trasferimento al Renate.
"Era il momento giusto per mettermi alla prova in un contesto diverso. A Renate ho trovato grande organizzazione e ho avuto la possibilità di crescere ulteriormente. Sono stati anni importanti perché mi hanno permesso di consolidarmi come difensore professionista. Ho giocato tre ottime stagioni in una società sana dove ho potuto giocare con grandi calciatori. Ho ritrovato Chimenti e Malgrati, ex compagni alla Tritium, oltre a grandi professionisti come Gavazzi".
Nel 2016 approdi al Monza, una piazza storica e ambiziosa.
"Monza è stata una tappa fondamentale della mia carriera. Ho vissuto una stagione memorabile in Serie D, dove abbiamo vinto il campionato, e poi ho disputato due campionati professionistici. Indossare quella maglia davanti a tanti tifosi comportava responsabilità importanti, ma anche grandi soddisfazioni. Ho vissuto nella stagione in cui la società fu comprata da Berlusconi e a gennaio del 2019 sono andato all'AlbinoLeffe"
Con il Monza hai collezionato oltre settanta presenze tra Serie D e Serie C.
"Quando un allenatore ti dà fiducia con continuità significa che il lavoro quotidiano viene riconosciuto. Ho sempre cercato di farmi trovare pronto, mettendo il gruppo davanti agli obiettivi personali".
Successivamente è arrivata l'esperienza all'AlbinoLeffe.
"Un'altra società molto seria, dove ho trascorso diverse stagioni. Ho avuto modo di confrontarmi con un campionato complesso come la Serie C, ricco di squadre organizzate e giocatori di qualità. È stata un'esperienza che mi ha arricchito sia sotto l'aspetto tecnico sia umano".
In seguito hai giocato in serie D a Franciacorta e negli ultimi anni in Eccellenza.
"Sì, dopo un anno in serie D a Franciacorta ho giocato in Eccellenza nell'Offanghese e nello Scanzorosciate, dove ho vinto i playoff. Altre stagioni incredibili".
Sei sempre stato identificato come un difensore affidabile, sia come terzino che come centrale. Come descriveresti le tue caratteristiche?
"Ero un difensore che giocava come terzino o come centrale che ama la marcatura ma che cerca anche di impostare il gioco da dietro. Nel corso della carriera mi è capitato di giocare asia come terzino che come centrale, adattandomi alle esigenze della squadra. Credo che l'affidabilità e la continuità siano state le mie qualità principali"
Guardando i numeri, hai superato le 450 presenze ufficiali in carriera tra serie C, D ed Eccellenza, senza contare l'unica stagione a Calusco. Un traguardo importante.
"Sì, è una soddisfazione enorme. Quando inizi da ragazzo non pensi a quanti campionati giocherai. Arrivare a oltre quattrocento partite significa aver avuto costanza, aver superato momenti difficili e aver mantenuto la passione accesa per tanti anni".
Alcuni tuoi ex compagni hanno fatto grandi percorsi nel calcio, da giocatori o allenatori.
"Hai ragione. Devo dire che è bello vedere persone come Alessio Dionisi allenare prima in serie A e B ed ora in Inghilterra al Watford, oppure vedere Casiraghi in B o Paleari in serie A. Eravamo un grande gruppo e tutti abbiamo fatto importanti percorsi nel calcio. Sono ricordi ed emozioni che non passeranno mai".
Oggi cosa rappresenta per te il calcio, ora che hai smesso?
"È ancora una scuola di vita. Mi ha insegnato il rispetto, il sacrificio e il valore del lavoro di squadra. Sono principi che valgono dentro e fuori dal campo"
Infine, un messaggio ai giovani della Tritium che sognano una carriera come la tua.
"Dico loro di credere nel percorso più che nel risultato immediato. Io sono partito da una realtà che conosco bene e, passo dopo passo, sono riuscito a costruirmi una carriera tra professionisti. Con impegno, serietà e umiltà i sogni possono davvero diventare realtà".
Un saluto ai tifosi?
"Seguo ancora la Tritium e auguro di disputare una grande stagione in serie D. Dico bravi a tutta la dirigenza e allo staff tecnico e ai giocatori. Portate in alto i colori biancoazzurri. Un saluto a tutti i tifosi. Sempre Forza Tritium".
Ruggero Riva, classe 1990, rappresenta l'esempio di un calciatore che ha costruito la propria carriera attraverso la continuità e il lavoro, partendo dalla Tritium e arrivando a collezionare oltre 450 presenze tra Serie D e professionismo.
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